Le parole sono importanti. Le passioni pure.

Non serve rimarcare la citazione cinematografica. Lo sono. Punto e stop.

E' da qualche tempo che seguo due blog molto ben fatti ALCE e quello di Linda Liguori. Parlano di una cosa che non avrei mai creduto potesse toccare le mie corde, e invece mi appassiona tremendamente: il brand naming. Oppure soltanto il naming in generale.

Insomma, forse perché da piccolo (devo confessare ancora tuttoggi) sapevo tutte le pubblicità televisive a memoria e passavo pomeriggi interi scervellandomi tentando di fare di meglio, inventandomi slogan irripetibili, ma tant'è mi sono ritrovato sorprendentemente colpito da tutto quello che riguarda la fantasia o il colpo di genio che risiedono dietro le quinte di un nome.

Del resto è come una storia. E scopri che anche i nomi non nascono per caso, e se anche dovesse accadere sai che è comunque sono frutto di un retaggio del passato di quel qualcuno che in quel preciso istante lo ha creato.

Alcuni esempi? Dietro Grom, oltre ad esserci un cognome ed un gelato c'è molto di più, oppure che il significato di Vimeo racchiude molto di più, e che probabilmente per creare un nuovo payoff probabilmente serve soltanto tanta semplicità.

Avevo visto il poster di Mini già qualche giorno fa, ma non ero stato in grado di fotografarlo al volo. Ieri finalmente, nonostante la pioggia battente l'ho catturato. Spero che uno dei due si affacci su questi lidi e condivida un prezioso parere.