Della forza dei Social Media, della viralità e del copyright

Io non so se questa storia sarebbe potuta accadere anche in Italia, oppure vale solo il comune detto “America, il paese delle opportunità”. Di sicuro è difficile essere testimoni di cose di questo tipo qui da noi.

Un paio di giorni fa mi sono imbattuto in questo video, all’apparenza uno dei tanti che si vedono in Rete che mostrano uno dei fenomeni che abitano questo pianeta, ma nascosti agli occhi della gente perché non hanno altro se non il loro talento. Se provate a chiudere gli occhi, vi sembra di sentire uno speaker professionista.

Le riprese sono state fatte da un giornalista del Columbus Dispatch, un giornale dell’Ohio, che pare quasi per caso si sia imbattuto in Ted Williams, un ex annunciatore radio, ora senzatetto, con un passato torbido alle spalle, ma con tanta voglia di riprendersi la sua vita.

Il video finisce su YouTube e in pochi giorni riceve 13 milioni di visite. Nella massa qualcuno si accorge di lui, riconosce il talento, e decide di dargli una chance. Anzi, più di una.

Prima una squadra di NBA, i Cleveland Cavaliers, che gli hanno offerto un contratto di 2 anni come annunciatore dello stadio, addirittura facendo apparire l’annuncio durante una delle loro partite.

La seconda, già accettata da Ted, è stata quella di diventare lo speaker per uno spot della Kraft

“Like many others, Kraft Macaroni & Cheese and our ad agency was moved by Ted Williams’s story. His amazing voice is perfectly suited to our campaign. We were in the middle of making our TV spots and in a unique position to help Ted use his great voice to gain employment. Kraft Macaroni & Cheese has a tradition of bringing families together and helping those in need and we’re thrilled to help Ted on his journey to re-establish himself.”

Una storia a lieto fine, che dimostra come la naturale selezione che avviene dal basso per far emergere chi di talento ne ha per davvero è una caratteristica insita nella forza dei Social Media. Dall’altra parte però c’è chi ancora non ha compreso che fermare quest’ultima è un processo impossibile.

Il Columbus Dispatch, il sito per il quale il giornalista lavora e che ha scoperto la storia di Ted, ha preteso con successo la rimozione del video per violazione dei diritti di copyright, rimuovendo un video con 13 milioni di visite dal web, e andando a tappeto su chi lo aveva ripubblicato. Fortunatamente il processo è inarrestabile, su YouTube si stanno moltiplicando e sarà difficile che verranno rimossi tutti. Sta di fatto che queste azioni senza senso non solo dimostrano una scarsa dimestichezza nell’ambiente, ma hanno avuto il solo risultato di mettere in cattiva luce chi la storia per prima l’aveva raccontata, e di cui non poteva recriminare nessun diritto, visto che non penso sia stata chiesta a Ted una liberatoria per finire online.

La vita cambia, le vecchie convinzioni, invece, sono dure a morire.