Sul futuro della musica digitale

Nel corso degli ultimi anni sono fioriti tanti servizi che consentono di ascoltare, in maniera più o meno legale, musica sul web. Il compromesso sta nel fatto che l'utente ha accesso ad un catalogo praticamente infinito di titoli, a patto che il file venga solo ascoltato, ma non scaricato.

Da qui, Pandora, Last.fm, Lala, e di recente Grooveshark e Play.me.

Le major si sono prodigate spesso in aspre battaglie legali, non riuscendo a comprendere la differenza tra il p2p e questo tipo di servizi. Vedendo negli ultimi lo stesso tipo di minaccia che un sito di download illegale può arrecare alle loro finanze, invece di vederci un'opportunità per lo sviluppo futuro.

La tendenza pare invertirsi finalmente, con la legge dalla parte di queste piccole start-up e la comprensione da parte di qualche major che il mercato sta prendendo una direzione diversa, investendo in questa tipologia di fruizione musicale.

Ora, confesso di essere poco competente sul funzionamento del copyright su questo tipo di contenuti, così come il fatto che in alcuni paesi siano utilizzabili e in altri no.

Quello che posso dire è che sto testando Grooveshark in modalità VIP, sottoscrivendo un abbonamento annuale di 30$. Per questa modica cifra ho accesso ai medesimi file che pesano 80 GB sul mio hard disk, li posso ascoltare da qualsiasi computer connesso su internet, attraverso un'applicazione mobile sul mio telefonino e anche da un'applicazione dedicata installata sul mio computer principale.

Il servizio dovrebbe probabilmente sviluppare più l'aspetto social, ma al di là di questo, quello che vedo è che per combattere la pirateria e vincere la battaglia di file mp3 illegali, il modello da seguire per le major sia affidarsi a questo tipo di servizi.

Penso che nessuno rifiuterebbe di pagare una cifra annuale una tantum per avere accesso ovunque a qualsiasi tipologia di contenuto musicale.

Che ne pensate?