Welcome to the Jungle

Abito nel quartiere più tranquillo di un paese che potrebbe vincere il premio "Non-succede-mai-nulla". Tant'è riuscire a dormire dopo le 8 di mattina è un impresa per pochi fortunati.

Il mio condominio ha un tasso di natalità da far paura. Credo ormai del 1000 per cento. Vi lascio immaginare i concerti e come se non bastasse penso che il costruttore quando ha deciso di tirare sù queste quattro mura, abbia commesso qualche errore fondamentale. Noi, qui, sentiamo ogni cosa.

Ho la fortuna di abitare all'ultimo di due piani, quindi non sento nessuno pisciarmi in testa, ma è come se il mio vicino del piano di sotto abitasse in casa mia. E se in questo asilo a cielo aperto, la quasi totalità dei genitori è stata in grado di impartire la giusta disciplina alla propria prole, proprio sotto i miei piedi quello che ci vorrebbe è SOS Tata

Facendo due rapidi conti, con due figlie all'attivo, credo siano più o meno 6 anni che durante giorni festivi o feriali, indistintamente, più precisi di un orologio svizzero inizino pianti, urli sguaiati, i genitori che urlano ancora più forte per farle smettere.

Bambini, direte voi, ci vuole un minimo di comprensione. Già. Che ne so io di bambini. Certo è che se in 6 anni ogni mattina sono indeciso se chiamare un esorcista o il telefono azzurro, c'è qualcosa che non va. 

D'estate poi l'effetto rumore decuplica. Non credevo possibile che dormendo con le finestre aperte sarei stato in grado di identificare 20 versi di volatili diversi.

God bless l'aria condizionata e la melatonina!