Piattaforme, community e persone

Il "Prime Minister" britannico, David Cameron, ha avuto questa conversazione via Skype con Mr.Facebook, Mark Zuckerberg.

Due minuti per chiedere come il Social Network potrà supportare la sfida del Ministero del Tesoro nell'iniziativa Treasury's Spending Challenge, consegnando agli utenti uno spazio dedicato per discutere su come risparmiare denaro pubblico e dove poter proporre le loro idee.

Credo sia la prima volta che un'amministrazione pubblica si faccia portatrice, in maniera così aperta, del messaggio d'importanza strategica nei confronti della Rete. La cosa che ammiro in tutto questo, e che condivido in toto, è la scelta di riconoscere l'esistenza di un player importante, di una "piazza virtuale" dove già esistono e sono attivi migliaia di cittadini britannici, e sfruttarla come fucina di idee e stretto rapporto con il proprio elettorato.

Ben abituati alle abitudini di scarsa onestà politica e intellettuale dei politici nostrani, ho usato la parola elettorato, ma mi piace immaginare che questa apertura sia sintomo di voler coinvolgere i cittadini in quanto abitanti, uomini e donne che vivono la società e il proprio Paese al di là di schieramenti, per il bene del proprio Stato.

Chiamatelo crowdsourcing, Politics 2.0, Public Sector 2.0 etc. etc. Sta di fatto che qualcuno ha fatto un banalissimo sforzo per comprendere dove la propria popolazione è viva in Rete, senza costringerla nell'imbarazzo di dover ritrovarsi altrove, in una pagina istituzionale tanto per dirne una, e vedere le proprie idee o rimostranze confrontarsi con un form email da compilare

Come dice Simone, qui, "provincia dell'Impero", una cosa del genere ce la sogneremo ancora a lungo.