Gioventù bruciata

Che sia nello stile Juventus puntare al sapore italico, sia per tecnici che per i calciatori, si sa, è sempre stato il nostro fiore all'occhiello. 

Ma dopo che questi italiani non sono stati in grado di raggiungere traguardi accettabili per un popolo di tifosi da sempre abituati a vincere, forse farsi carico di un tecnico, seppur straniero, che la Champions l'ha già vinta una volta non sarebbe stato male.

Certo, anche Marcello nostro quando si sedette sulla panchina bianconera era sconosciuto ai più e ci condusse ovunque, ma resta il fatto che la bocca ce l'eravamo fatta al pensiero che Rafa Benitez potesse poggiare il suo deretano dalle parti di Vinovo.

Ci ridimensioniamo, dichiariamo apertamente al mondo che da domani diventiamo una squadra di fascia media per manifesta incompetenza nel gestire questa società e accontentare le aspettative di tanti. Il Calcio e le sue società sono per lo più un business a perdere, questo è palese, resta il fatto che pur avendo i mezzi scegliamo la via di mezzo. Il basso profilo.

Il sogno di rivedere un Agnelli alla presidenza lo abbiamo avuto, ma così si dà l'idea di partire già con un passo falso.

E mi è difficile non concordare con Simone Stenti che su La Stampa recita così:

...La scelta del bravo artigiano della panchina (che sulle grandi piazze, Roma e Oporto, ha comunque fallito catastroficamente), sia che venga confermata sia che non lo sia dopo il tira e molla con Benitez (lui sì un top), decreta in modo inequivocabile che la Juventus ha abdicato. Il nostro ruolo da oggi è apertamente di rincalzo, una società che guarda con rispetto al quarto posto e si sfila dall’aristocrazia europea....

...Perciò dico che, se pure non arrivasse, aver preso in considerazione uno come Luigi Delneri è una dichiarazione d’intenti. Che siamo un’altra cosa rispetto alle speranze che fino a ieri avevamo...

Prepariamoci a soffrire per altri anni ancora. It's a long way to the top if you wanna rock and roll!