Voiello incontra Davide Oldani

SNC00103 Finalmente trovo il tempo per scrivere due righe sull’incontro di ieri di Voiello. Come sempre molto ben organizzato e come sempre in una suggestiva location, Centro Internazionale di Fotografia FORMA.

L’occasione è stata quella di incontrare lo chef Davide Oldani. Personalmente non conoscevo Davide anche se praticamente tutte le persone a cui l’ho chiesto, partendo da mia madre e passando per le mie colleghe, mi han fatto passare per un ignorante di prima categoria.

Pazienda. Davide ha uno stile tutto suo che ama chiamare POP, non nell’accezione commerciale del termine bensì quella artistica. Durante l’ora e mezza di speech mi è sembrato preparato, ha citato Escoffier più volte, così come Bocuse e il suo maestro Gualtiero Marchesi.

In particolare, questi ultimi rinomati per la loro tanto famosa Nouvelle cuisine. A quanto ho capito Davide sta cercando di combinarla con la cucina tradizionale italiana, un azzardo molto forte, ma che cerca di riscoprire il contrasto equilibrato dei sapori della nostra tavola, utilizzando soltanto prodotti di stagione.

Un azzardo, appunto. Perchè resto convinto che la nostra cucina, quelle delle nostre nonne, mai e poi mai potrà sposare quella francese in toto. La tradione culinaria italiana ha ricette antichissime, Voiello questo lo sa bene.

Merito a Davide di lavorare in team, di scegliere personalmente e con una minuziosa precisione gli ingredienti dei suoi piatti sperimentando di anno in anno la composizione di menu sempre diversi.

Ero lì in qualità di blogger, e da blogger mi sento di riportare anche quello che mi ha un po’ sopreso.

Non ho mai mangiato da Davide quindi posso solo basarmi su quello che ho sentito dire da lui, che ha trasformato ogni sfaccettatura del suo lavoro nel business (keywork di tutto il suo intervento) del serivire il cliente, che ha creato sempre per business una linea di bicchieri, che ha avuto poche donne in cucina (e non si è riuscito sinceramente a capire come mai) e che a quanto pare assume solo cuochi che abbiano letto i suoi libri.

Ripeto, non ho mai mangiato da Davide, ma come tutti gli Chef, nessuno escluso, mi ha dato la classica impressione di avere sfumature da prima donna. Sono super curioso perciò di vederlo in azione presso il D’O, il suo ristorante, con il nome dai mille significati.

Voglio ringraziare Pepe, Voiello e Hagakure per l’invito. E’ ormai il terzo incontro che faccio con voi e mi sto riscoprendo sempre più appassionato di questo argomento, del mangiar sano. Non voglio diventare un foodblogger, ma probabilmente il critico culinario potrebbe essere un’opzione plausibile.

Di seguito le slide della presentazione: