YO! Frank, il DJ che non ti aspetti

Oggi giornata dedicata ai sogni. Vi ricordate di Ego? No? 

E' stato con questo videopodcast che ho conosciuto Frank. Anzi no, lo incrociai online per caso un paio di anni fa ad un keynote Apple. Lui trasmetteva come sempre in diretta sul suo canale in streaming e trovai il tutto molto più interessante che vedere l'evento in diretta.

Da lì ho più o meno prestato attenzione a quello che faceva. Blog, Twitter, il VideoBlog. Ego lo trovo geniale. 

Ma Frank aveva un sogno, e la sua costanza, premiata, deve servire da esempio per quelli che credono che realizzare ciò che si desidera sia impossibile.

Frank è da questa estate uno speaker di Radio Deejay, ci è arrivato lottando e con quel pizzico di fortuna che non guasta mai. Probabilmente lo avrete sentito in diretta la domenica pomeriggio. Come faccio già da un po' gli ho chiesto di scambiarci due battute:

Allora, eccoci, ora il percorso è compiuto. Sei un deejay radiofonico in carne ed ossa, di una delle più importanti emittenti italiane. Come ci si sente a parlare alla nazione?

Frank: Ciao a tutti e grazie Andrea per avermi coinvolto in questo scambio di battute, mi fa davvero molto piacere :) Non mi perdo in troppe chiacchiere e passo subito alle risposte Sembrerà strano, ma il clima sereno, la bella gente e la cordialità che si respira in quel di via Massena sono tali da permetterti di andare in onda come se fossi nello studio di casa a parlare con degli amici. Davvero, l'ultima preoccupazione che hai è: "oddio sto parlando a tutta Italia". In fondo è la bellezza della radio.

Questo è il sogno che hai da sempre coltivato e cercato con tutte le forze. Ora che ci sei, raccontaci il tuo percorso, quale sacrifici hai dovuto fare?

Frank: Spesso quando si osserva personaggi più o meno noti del panorama artistico italiano e ne si valuta la loro importanza, lo si fa invidiando i loro compensi, ma non ho mai sentito nessuno (probabilmente mi sbaglio) mettere in evidenza i sacrifici o le rinunce che alcune di queste persone hanno dovuto affrontare per "arrivare proprio li". Solitamente sono anche i più meritevoli. E' ovvio che non è il mio caso, e sarei ridicolo con il mio misero background alle spalle ad affermare che sono giunto alla realizzazione di chissà quale progetto. Però quando si inizia e si punta al top (da sempre, chi mi conosce lo sa, ho voluto lavorare a Deejay) sono in tanti a dirti che sei un sognatore, che devi lasciar perdere, che in pochi riescono e che se non hai raccomandazioni non riesci ad entrare in certi ambienti. Questa continua iniezione di sfiducia non è facile da sopportare, soprattutto quando ti arriva da persone a cui tieni particolarmente. Riuscirci è davvero una bella rivincita. Anche se è banale dirlo, sono la costanza e la perseveranza che ti permettono di non mollare. Non so in quanti avrebbero avuto voglia di mettersi in gioco avviando una web radio che avesse come unico scopo quello di promuovere la musica creative-commons (quindi sconosciuta), dopo aver inviato demo e innumerevoli mail a tutti i network prima nazionali, poi regionali ed infine locali (si parte sempre con tanta energia ed un pizzico di ottimismo/presunzione) senza ricevere risposta alcuna. Prima di partire con Radiopodcast appunto, ho passato circa quattro anni nella speranza di poter lavorare in una qualsiasi radio, e quando dico qualsiasi intendo anche quelle che si ascoltano nei paesino di provincia da mille abitanti, ma delle volte il destino o il fato o chiamatelo come volete si diverte a gestire in maniera diversa quello che in fondo al cuore abbiamo sempre desiderato, e quindi il percorso è stato diverso.

E' arrivata Current Radio da settembre a dicembre del 2008, davvero un'esperienza che mi ha fortemente formato. Facevo tutto da solo: preparavo il programma, ero la mia regia audio, regia video sul web, preparavo scalette musicali, contattavo gli ospiti e andavo in onda sia in rete che in brevi collegamenti televisivi dalle 17 alle 24 dal lunedì al venerdì. Otto ore. Indimenticabile. Mantenere i rapporti con amici e persone care in quel periodo è stata veramente dura. Ancor di più quando da gennaio dell'anno successivo mi son ritrovato a spasso. Ma anche in quel momento, anzichè mollare, ho iniziato a pensare qualcosa che potesse andare in video ed ho realizzato Ego, il primo videopodcast "inutile" come mi piace definirlo, perchè fondamentalmente parlava del sottoscritto, quindi nulla di particolarmente interessante! E poi mamma Deejay, finalmente qualcuno, e non uno qualsiasi, ma il direttore della radio più ascoltata in Italia, si era accorto di me.

Come stanno andando questi primi giorni di diretta?

Frank: Sono in onda tutte le domeniche dalle 14.00 su Deejay, e dopo il mese di agosto in cui sono stato in diretta con gli altri miei cinque amici/compagni di avventura, si è creata subito una bella sintonia con Sarah Jane, in onda con me sino alle 16.00, ed anche con Laura G. tra le 16.00 e le 17.00. Mi diverto molto, soprattutto con Sarah con cui nelle prime due ore dalle 14.00 alle 16.00 ne facciamo veramente di ogni, e finalmente mi sento al posto giusto al momento giusto.

Cosa pensi ti riserverà il futuro?

Frank: Per ora sarò in onda sino a giugno, poi chissà. Mai porre limiti alla provvidenza.  

Qualche insight, come è lavorare con Linus?

E' un papà. Sin dal primo momento con me è stato premuroso e gentile, di un'umiltà che non ti aspetteresti affatto da un personaggio con la sua esperienza e con i suoi trascorsi. E poi è un continuo dispensare consigli, e questo lo rende davvero unico.

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