Tabula rasa

Mancano 3 giorni. Sembra il countdown alla fine del mondo. Invece sono solo gli attimi che ci separano dalla presentazione del fantomatico Tablet PC di Apple. 

Talmente forti i rumor che hanno costretto Apple a confermare settimane prima dell'evento che l'oggetto esiste e verrà presentato.

Mi piace la definizione che dà Massimo nella sua anteprima di Contrappunti. 

il piccolo insignificante mondo degli oggetti elettronici che riempiono le nostre vite

L'hype che ruota attorno agli eventi Apple ha qualcosa di incredibile, una strategia di comunicazione oscura, alimentata più dagli utenti che dall'azienda stessa, che ruota intorno alla figura di Steve Jobs e al fatidico "One more thing". 

Innegabile è uno dei punti di forza, ma questo fa si che il tempo speso, i soldi spesi (si, si possono vincere fino a 100 mila dollari se si hanno informazioni salienti sulla tavoletta), le energie spese dai detrattori di Apple e dai giornalisti stessi creino un rumore tale che, il più delle volte in questi ultimi anni, iPhone a parte, si è dimostrato essere per nulla giustificato, lasciando spesso tutti a bocca asciutta.

Sembra quasi che siano più i cultori della mela a generare comunicazione, prodotti (penso che Apple stessa abbia trovato in rete creazioni migliori di quelle che presenterà), idee che la Apple stessa.

E' una frenesia incontrollata, un fenomeno che in pochi altri settori ho personalmente riscontrato e che raramente si ripete con la medesima foga nonostante la teoria del lovemarks, facendo si che sia più efficace, elettrizzante, emozionante l'attesa e l'idea di qualcosa che sarà più che il prodotto stesso, che come si è visto in passato, spesso lascia a desiderare dal punto di vista delle caratteristiche tecniche, ma soprattuto di quello del prezzo.

Dicono che si spieghi con The Cult of Mac. Io dico che sia ora di fare tabula rasa e ripensare al feticcio che gli oggetti elettronici che ci circondano rappresentano.