Polemizzare sui morti

Nella distratta attività domenicale fatta di ciondolamenti da letto a divano e viceversa leggo il post di Dario che riporta quanto scritto da uno dei blog di Reuters riguardo l’evitare di mandare soldi ad Haiti in questo momento.

Il post è molto forte e fa riflettere sulla foga che spesso si ha nel mandare soldi per aiutare persone in difficoltà. Non per una questione di pace interiore, ma perchè viene analizzato il processo che il denaro mandato in modo sbagliato fa o quello che le grandi associazioni ne fanno.

Mi ha colpito il duro attacco di Reuters rivolto al cantante di origini haitiane, Wyclef Jean, accusato di utilizzare il denaro inviato per la sua fondazione dedicata al suo paese d’origine, Yele.

For a Haiti-specific charity like Yele, that’s not an option. But as The Smoking Gun shows, Yele is not the soundest of charitable institutions: it has managed only one tax filing in its 12-year existence, and it has a suspicious habit of spending hundreds of thousands of dollars on paying either Wyclef Jean personally or paying companies where he’s a controlling shareholder, or paying his recording-studio expenses. If you want to be certain that your donation will be well spent, you might be a bit worried that, for instance, Yele is going to be receiving 20% of the proceeds of the telethon.

La risposta del musicista arriva il giorno dopo attraverso il blog e attraverso un video.

Let me be clear: I denounce any allegation that I have ever profited personally through my work with Yele Haiti. These baseless attacks are simply not true.

Polemizzare su queste cose è di una bassezza infinita, nonostante il cantante fosse sul campo, di poco rilievo chi ha la ragione dalla sua.

Fatevi la vostra opinione, piuttosto vi consiglio documentarvi bene per poi agire in modo mirato. Suggerisco la lettura di questa guida che indica i comportamenti da tenere in caso di donazioni per disastri naturali.