Come ha avuto origine la vita sulla terra?

I video Ted Ed, sempre interessanti.

Where on Earth did life begin? Explore the hydrothermal vents in Earth’s crust as simple compounds gave way to complex life. Billions of years ago, simple organic compounds assembled into more complex coalitions that could grow and reproduce. At the time, Earth had widespread volcanic activity and a hostile atmosphere that made it almost devoid of a suitable environment for living things. So where did life begin? Luka Wright searches for the cradle of life that gave rise to the billions of species that inhabit our planet.

TecnologiaAndrea Contino
Islandia

Ci siamo stati a gennaio, eppure mi manca un sacco. Mi piacerebbe tantissimo rivederla d’estate.

Islandia is a non-narrative two minutes short drone film about primal beauty of Iceland.

Islandia - is a Latin name for Iceland and relative to the old language since this film portraits primordial and rough nature of Iceland. For the short duration of the film, you will be transported to a place that easily could be a million years ago. From unbelievable landscapes and vast valleys to painting-like terrain and majestic waterfalls and lakes - this film shows the unparalleled beauty of Iceland and its unearthly glory.

TravelAndrea Contino
Vuoi mettere la goduria?

Una delle principali ragioni per cui qui dentro non ho mai inserito codici pubblicitari, né mai mi sia interessato un fico secco di monitorare, aumentare o qualsiasi altro verbo le visite e i lettori.

Chi ha piacere di leggermi lo fa, mi avrà tra i preferiti e tornerà periodicamente. Per tutti gli altri c’è Facebook, Twitter e il loro feed reader personalizzato.

Aumentare le visite sul tuo blog non è semplice e non devi prendertela se i tuoi post attirano pochi lettori. Se pensi di avere tutte le carte in regola per lavorare nel mondo della comunicazione digitale è importante che chi ti legge sia stimolato a tornare sul tuo sito. Per questo è fondamentale seguire un metodo consigliato dai migliori professionisti. Sono in molti i guru del web che suggeriscono di non arrivare subito al punto con il tema che desideri approfondire. Se ti guardi in giro ci sono tantissimi blogger che mettono tra te e quello che magari hai urgenza di trovare una sfilza di domande inutili, reiterando la stessa cosa in modo che il loro scritto sia considerato affidabile dai motori di ricerca.

Poi succede che, dopo due paragrafi perfettamente superflui, ti rompi il cazzo di leggere e vai su un altro blog o su un altro sito o chiedi a chi sei sicuro avere la risposta che cerchi. Ma intanto hai trascorso su quella inconcludente pagina minuti preziosi che servono a chi scrive a dimostrare che i lettori trascorrono un tempo sufficiente a visualizzare inserzioni commerciali e, quindi, ad attirare pubblicità. Inutile dire quanto il piacere di utilizzare l’Internet ne sia penalizzato. Senza contare la liberazione che dà scrivere quello che vuoi come cazzo ti pare, usando magari qualche parolaccia qua e là. Vuoi mettere la goduria?

BlogosphereAndrea Contino
The Game

Terminato The Game ammetto di non aver molto da commentare. Lo stile di Baricco è arzigogolato e pieno di iperboli linguistiche, ma molto facile da comprendere, coinvolgente e trascinante per chi ama la materia.

Il fil rouge del testo è rappresentare internet e l’evoluzione tecnologica di questi ultimi 70 anni come un’escalation evolutiva innescata dall’avvento dei videogiochi. Sotto gli occhi di tutti, le dinamiche videoludiche si nascondono in ogni pertugio della rete eppure vengono ancora demonizzati per la troppa violenza o concause di catastrofi ed eccidi di massa provocati dall’uomo.

Mi sono segnato alcuni passaggi per me interessanti e da portare con me nella costante esplorazione della connessione fra umani sia essa fisica od online.

Il primo spunto parte proprio da qui. Ridurre, ma in senso positivo quindi sintetizzare, le nostre due nature in una sola in fondo. Quando leggete o vi parlano de “il popolo del web”, non siamo sempre noi? Non è sempre la stessa gente che incontrate per strada che semplicemente è tornata a casa ed ha acceso un device?

Attrezzare il mondo di una seconda forza motrice, immaginando che il flusso del reale potesse scorrere in un sistema sanguigno in cui due cuori pompavano armonicamente, uno accanto all’altro, uno correggendo l’altro, uno sostituendosi ritmicamente all’altro

Questa definizione di connessione costante, lo scollamento del nostro io dal nostro corpo per frammentarsi i tanti piccoli pezzi e ritrovarsi altrove, perso in un mondo composto da infinite derive è una narrazione forte, piena di significato utile a raccontare l’esperienza di ognuno di noi attraverso l’etere.

Difficile non essersi sentiti almeno una volta così:

Incroci. Colleghi. Sovrapponi. Mescoli. Hai a disposizione cellule di realtà esposte in un modo semplice e velocemente usabile: ma non ti fermi a usarle, ti metti a LAVORARLE. Sono il risultato di un processo per così dire geologico, ma tu le usi come l’inizio di una reazione chimica. Colleghi punti per generare figure. Accosti luci lontanissime per ottenere lo forme che cerchi. Percorri velocemente distanze enormi e sviluppo geografie che non esistevano. Sovrapponi gerghi che non c’entravano nulla e ottieni lingue mai parlate. Dislochi te stesso in luoghi che non sono tuoi e vai a perderti lontano. Lasci rotolare le tue convinzioni su ogni piano inclinato che trovi e le vedi diventare confusamente idee. Manipoli suoni facendoli viaggiare dentro tutte le loro possibilità e scopri la fatica di ricomporli poi di nuovo in un suono compiuto, forse addirittura bello; fai lo stesso con le immagini. Disegni concetti che sono traiettorie, armonie che sono asimmetriche, edifici che disegnano spazi in tempi diversi. Costruisci e distruggi , e ancora costruisci, e poi di nuovo distruggi, in continuazione. Ti servono solo velocità, superficialità, energia. 

Infine, un ultimo tratteggio di quello che personalmente ho interpretato come il fenomeno di questi ultimi 10 anni. Gl influencer. Siano essi blogger, youtuber, instagrammer etc. etc., sono tipicamente quelli che hanno compreso prima di tutti gli altri le potenzialità di una piattaforma non dal punto di vista puramente tecnologico, ma dal punto di vista narrativo. Hanno visto prima degli altri come utilizzarla nel modo corretto per trasformare una propria narrazione in una sorta di potere, monetario o di follower, d’opinione o lavorativo. Indubbio dire che siano stati in grado di formare un’élite.

Quanto e come si evolverà dipenderà soltanto da quale sarà la prossima piattaforma.

Non tutti sono uguali davanti al Game, alcuni giocano meglio altri peggio, e quelli che giocano meglio finiscono per condizionare il resto del tavolo da gioco, a rigirarlo come fa comodo a loro, a diventarne in certo modo i sorveglianti, o almeno i primi player, diventando qualcosa che possiamo tranquillamente chiamare col suo nome, per quanto adesso ci sembri sorprendente: diventano un’élite.

LibriAndrea Contino
Cristoforo Colombo Corso?

Sono molti gli Stati a rivendicare i natali di Cristoforo Colombo.

Non sapevo anche la Corsica, e di conseguenza la Franca, fosse in questa particolare lista.

A Calvi c’è un monumento dedicato a “Cristofanu Culombu”. I registri della cittadina riportano la sua nascita e abitazione proprio a metà 1400. Anni in cui la Corsica era parte della Repubblica di Genova e quindi da considerarsi comunque italiano e genovese.

Tuttavia il nostro esploratore ha sempre meno seguito e fascino proprio in quel “nuovo mondo” da lui scoperto. Le derive di distruzione di quanto e di chi fosse già presente nel continente americano è più che tristemente documentato.

TravelAndrea Contino
A quando uno Spotify per gli ebook?

Se il TUTTO è la nuova unità di misura dell’era della post-esperienza e post-verità, come dice Baricco in The Game (appena terminato), mi domando come non esista ancora una soluzione efficace per rispondere a questa aspettativa nel mondo dei libri.

Mi spiego meglio. 

Se entrando in Spotify sappiamo di poter accedere tendenzialmente a tutta la musica del mondo, e parzialmente con Netflix, et similia, lo stesso per cinema e serie tv, mi domando quando arriverà una soluzione paritetica per i libri.

Ok esiste un tentativo di rispondere a questa domanda da parte di Amazon. Ma sono certo che lì avrò una scelta nel catalogo all’interno del quale potrò andare a spulciare.

Oggi come al tempo di Napster la fruizione di eBook è tramite l’acquisto diretto di un singolo articolo, oppure passa attraverso i mari oscuri e profondi della pirateria.

Esistono gruppi sterminati di chat dove le persone si scambiano caterve di titoli in barba a qualsiasi legge, un po’ come avveniva agli albori del 2000 con i file mp3.

Ora, non so quantificare l’emoraggia prodotta da questi milioni di eBook invenduti, e forse non ho nemmeno voglia di andare a cercare i numeri.

A sensazione credo sia un danno non indifferente per il sistema.

A differenza di un mp3 o di un film non so quanto un libro “in streaming” possa fruttare all’autore dello stesso, pena anche il fatto di una riproduzione il più delle volte singola e non multipla come nel caso di una canzone.

Ma confido nel fatto che se si è trovato il modo di monetizzare i primi due, non vedo perché non si possa fare anche con i libri e i suoi autori.

Forse è per questo che sempre di più le persone tornano ad acquistare un libro fisico. Al di là delle esperienze sensoriali, la spesa è giustificata da qualcosa di fisico che posso tenere in mano e custodire.

Dai Sardegna ingrana la quarta

Due anni fa più o meno di questi tempi scrissi un post sulla mia esperienza nella zona di Oristano. Il tono che utilizzai forse non fu dei più felici.

Non tanto carico di frustrazione di un turista deluso quanto sinceramente attaccato al futuro di una terra che pur non essendo “mia”, nel senso originario del termine, ho adottato come seconda casa.

Passo le estati in Sardegna da ormai 20 anni. Alcune volte con più fortuna di altre mi sono trattenuto per mesi, altre come più di recente solo qualche settimana.

Come scrivevo in quel post però i miei genitori passano nella nostra “seconda casa” tra i 5 e i 6 mesi l’anno, facendoli diventare quasi degli immigrati a tutti gli effetti. Hanno intessuto conoscenze e amicizie importanti con le persone del luogo, perché come scrivevo sempre due anni or sono i sardi sono, un popolo eccezionale.

E tanto quanto chi la abita per nascita o per scelta, la terra sarda ha dalla sua una fortuna che in poche altre regioni di Italia si possono permettere. Un clima speciale, panorami da togliere il fiato, un mare smeraldo e un territorio che è lì pronto da valorizzare.

Ricordo bene i tanti commenti ricevuti. Molti negativi e aggressivi perché io milanese mi sono permesso di giudicare attraverso una mia umile esperienza, confondendo la mia opinione con il voler fare per forza di tutta l’erba un fascio. Così non era e non è ovviamente.

Ho letto con molto interesse il post di Gianluigi, lui sì sardo e con un occhio estremamente attento alle politiche turistiche della sua terra. E secondo me centra davvero il punto di quanto si potrebbe fare e di quanto tempo sia stato buttato via in questi anni.

Io non pretenderò mai le strutture ricettive e di divertimento che troverei scegliendo una meta diversa dell’Italia, sarebbe sbagliato e poco attento al territorio che mi circonda.

Significa però pretendere un’esperienza che non sia esasperante nel dover fare esperienza e tesoro dell’isola, significa aspettare un’unicità qualitativa estrema che sono disposto a pagare il giusto prezzo, significa esaltare il turista e tenerlo sul palmo di una mano perché in quel momento ospite (ovvio, parlo di turisti con la T maiuscola, non quelli che nascondono i mozziconi nella sabbia o che la sabbia se la portano proprio a casa).

Perché sono sempre più convinto che la Sardegna debba fare del turismo di qualità e non del carnaio senza spazio in spiaggia il suo biglietto da visita. Ovviamente, accessibile, ma chiaro nei contenuti e in ciò che si troverà una volta messo piede nell’isola.

Spero in tutto questo e molto di più, da umile turista aficionado che ogni anno lascia un pezzo di se su quell’isola meravigliosa ricca di tesori nascosti e persone che lottano ogni giorno per preservarli.

È ora di ingranare la quarta.

Non dobbiamo dare ciò che si vuole ma dobbiamo offrire ciò che di meglio abbiamo nella migliore maniera possibile

Creare offerta non significa mettersi il vestito da pagliacci e far ridere i turisti, costruire servizi per come sono abituati a fruirne in altri luoghi, significa trovare i turisti che apprezzano ciò che rappresentiamo come unicità, che arrivano per scoprire e non per trovare ciò che gli abbiamo artificialmente costruito per renderli felici.

E quindi significa anche creare una offerta turistica organizzata e strutturata completa (comprese le seconde case) per scegliere quali e quanti turisti far arrivare in Sardegna (e anche quando).

Significa immaginare di essere innovativi nel proporre un modello Sardegna da imitare, nei trasporti, nella qualità della vita, nell’alimentazione, nella sostenibilità ambientale, nella integrazione sociale tra ospiti e comunità, nella comunicazione, nella bellezza, nella valorizzazione della identità

TravelAndrea Contino
Un giorno a Corte con Pasquale Paoli

Sono stato parecchie volte a Bonifacio, vista la misera distanza dalla mia casa in Sardegna. Tuttavia non sono mai andato oltre, la Corsica per me ad oggi è ancora completamente sconosciuta.

Quest’anno la nostra vacanza ci ha portato a Île-Rousse, con uno stop di una notte a Corte. La prima cosa da notare risiede nel tragitto. Abituato alle mille curve della Gallura, guidare da sud verso il centro della Corsica è un piacere.

Girovagando a Corte si respira subito un’aria carica di Storia con la S maiuscola. È una cittadina arroccata, simile a Bonifacio, con tanti sali scendi, delle mura e una cittadella che ospita un museo.

Nel centro c’è una statua di Pasquale Paoli, nome comparso più volte nel tragitto e del quale ignoravo completamente la storia e i retroscena. Wikipedia viene in soccorso.

public.jpeg

Pasquale Paoli è considerato una sorta di Garibaldi, ma non per moti di unificazione, ma piuttosto per lo spirito patriottico e per il ruolo di Padre della Patria. Corso di nascita ma italiano nel cuore, rende per 14 anni la Corsica indipendente a metà del ‘700 fondando la Repubblica Corsa, un’università proprio qui a Corte, capitale della repubblica e la costituzione corsa che fu la prima costituzione al mondo scritta secondo i principi dell'Illuminismo, e comprendeva la prima implementazione del suffragio femminile.

C’è sempre da imparare. Viaggiare è un investimento sul sapere.

TravelAndrea Contino