Sii la tua misura di valutazione

And to measure yourself against no one but yourself. Raise your standards as often as you can, but not because someone else you chose out of the lineup of success is somehow ahead of you.

È un approccio che ho sempre adottato nella mia vita, ma specialmente nella mia carriera. Ho evitato a me stesso tanti fegati amari, invidie, rabbie. La vera competizione è con se stessi, guardarsi alle spalle e dire cosa potrei fare di più? Cosa avrei potuto fare meglio? In cosa posso migliorarmi ancora?

LifeAndrea Contino
Da dove arriva la pianta di Manhattan

Manhattan is famous for its grid — so famous that people take pictures of the way the sun shines through it. But the origin of that grid wasn’t always certain — and not everybody is a fan.

In this episode of Vox Almanac’s Road Trip edition, Phil Edwards explores the history of the New York City grid, with detours to Philadelphia, Savannah, and Washington, DC. Early city planning around the turn of the 19th century was a contentious and undecided discipline with lots of options and disagreement. New York City was particularly chaotic and unplanned at the time, after years of catering to developers and, at the same time, ignoring their requests for a more sane city plan.

That made the introduction of a new plan in the 1800s a more urgent matter — and a reasonable time to introduce a plan that lacked many of the artistic flourishes of contemporary city plans. New York was all about building, and building fast — and it’s still that way today.

TravelAndrea Contino
Back to basics

Mi sono bastati un paio di giorni per ritornare indietro di 15 anni.

Riprendere a frequentare una delle community di gaming sulla quale ho speso molti anni della mia adolescenza è stato illuminante.

Le conversazioni sui social rispetto a quelle su un forum hanno un paio di svantaggi molto importanti. L’assenza di moderazione pressoché totale e l’impunità per le proprie azioni.

Ritrovare tanti amici e il piacere di discorrere con degli sconosciuti di qualsiasi argomento mi ha fatto comprendere come certe dinamiche di comunicazione online siano diversissime in base al canale utilizzato, alle regole di quel luogo e come la qualità delle conversazioni vari in base a ciò.

È stato un bene fare esperienza sul campo in questo modo piuttosto che studiare alla lettera i manuali per l’esame di sociologia della comunicazione anni or sono, mi ha permesso di comprendere come funzionano queste dinamiche e apprendere le migliaia di sfumature che caratterizzano l’essere umano.

Se ci fosse un ulteriore motivo per usare meno i social network, ecco che se ne aggiunge un altro alla lista. Ci saranno forse meno interazioni, ma saprò di poter tornare in un luogo dove posso accrescere le mie conoscenze e capacità di dialettica.

Infine non imbruttirmi ed essere una persona migliore.

Io lascio qui il link, se ti va.

Un giorno alla volta

Taking it day by day means reducing the degree of control we expect to be able to bring to bear on the uncertain future. It means recognising that we have no serious capacity to exercise our will on a span of years and should not therefore disdain a chance to secure or one or two minor wins in the hours ahead of us.

We should – from a new perspective – count ourselves immensely grateful if, by nightfall, there have been no further arguments and no more seizures, if the rain has let off and we have found one or two interesting pages to read.

As life as a whole grows more complicated, we can remember to unclench and smile a little along the way, rather than jealously husbanding our reserves of joy for a finale somewhere in the nebulous distance.

Given the scale of what we are up against, knowing that perfection may never occur, and that far worse may be coming our way, we can stoop to accept with fresh gratitude a few of the minor gifts that are already within our grasp.

LifeAndrea Contino
Cose arretrate
Shadow Warrior 2

Ho finalmente fatto ordine nella libreria digitale della mia Xbox. Scoprendo di avere decine di giochi da finire.

Tra la frenesia delle recensioni da consegnare in tempo quando ancora pubblicavamo su Fuorigio.co e la mia personale frenesia ad acquistare alcuni giochi al day-one che se no sai mai che scappano via lontano ho accumulato troppe cose giocate a metà o alcune proprio lasciate lì e nemmeno avviate.

Settimana scorsa ho terminato il secondo capitolo di Telltale dedicato a Batman: Enemy Within, che più che un gioco è un’avventura grafica dove il coinvolgimento è relegato ai quick time event sulla scia di Shenmue.

Sono passato (e ci sono ancora su) a Shadow Warrior 2.

Sono sempre stato fan del gioco originale che non so dire quante volte giocai su PC. Quando uscì il remake nel 2013 lo giocai avidamente e finii in pochi giorni. Quando poi arrivò il secondo capitolo lo giocai molto poco, nel 2016 c’erano una quantità innumerevole di titoli da “scartare” e così lo lasciai lì in disparte.

La verità è, come ho scritto anche nella mia mini recensione tweet di ieri, che Shadow Warrior 2 pur essendo un FPS molto spartano e davvero di bassa lega sotto molti aspetti (grafica e meccaniche), risulta estremamente divertente e godibile perché caratterizzato da una ignoranza difficile da trovare oggi in altre proposte simili.

Perciò ho deciso che mi prenderò il tempo che serve, ma voglio giocarmi tutti quei titoli che sono lì a prendere polvere perché possono esserci gemme nascoste e quello che uscirà da qui nei prossimi anni lo sceglierò molto attentamente. Il tempo a disposizione è oramai poco, quindi quando sono pad alla mano dovrà essere un momento di qualità.

Nel frattempo ti consiglio il greatest hits degli Spoon per passare bene la giornata.

L'educazione prima di tutto

Ammetto in passato di esserci caduto anche io in questa golosa e perfida tendenza di sentirsi sovrastimati perché si scrive qualcosa sul web o si ha un qualche profilo con tanti follower sui social network.

L’auto celebrazione è un terreno pericoloso, soprattutto su internet, un sentiero dalla durata incerta e che lascia ai posteri un’espressione del sé talvolta scomoda e ingombrante.

Di problemi con società di servizi ne abbiamo tutti, quotidianamente. Abusare, o meglio sfruttare, la popolarità dei propri profili online per ottenere risultati pratici e rapidi a disservizi dai primi causati è lecito e così fan tutti oserei dire.

E qui parte il circo del cane che si morde la coda.

Se io brand voglio far bella figura intervengo subito sistemo il disguido e so che questo o quella influencer parlerà poi bene della mia azienda. Tuttavia agli occhi dell’azienda questo non è altro che un semplice cliente che come milioni di altri paga per un servizio allo stesso modo.

È una situazione nella quale mi sono ritrovato vestendo entrambi i ruoli. È senz’altro un pacifico scambio di favori e soprattutto di caring a più alto livello che per il brand si trasforma in un’opportunità di comunicazione e visibilità e per il cliente “VIP” in una soddisfazione tutta da sbandierare.

In tutto questo ballare e fottersi a vicenda c’è una cosa che proprio non tollero: la maleducazione.

E ci sono tanti motivi.

Se arriva dal cliente importante:

  • La tua bolletta vale tanto quanto quella del pensionato vicino di casa

  • Non sai mai nella vita cosa possa succedere. Quella stessa società con la quale stai smadonnando e lanciando improperi non ripetibili potrebbe un giorno diventare tuo cliente a sua volta, oppure ancora meglio potresti andarci a lavorare

  • Fai la figura di quello che si fa grande solo perché ha tanta visibilità, facendo capire che a) questa o quella azienda sistema i casini solo se si fa casino a nostra volta, b) per chi non ne ha le forze perché non ha seguito online è condannato a patire l’inferno in terra

Se arriva dall’azienda:

  • Non puoi. Non ti è concesso

Se mai ti capiteranno casini di questo tipo, ricorda di incazzarti sì, ma con educazione.

I posti più violenti del pianeta

Così, per un lunedì mattina energetico.

We would bet that some of you are world travelers, seeking adventure and exploring new parts of the world, but would you be brave enough to visit some of the most dangerous places in the world? In today's educational video we countdown the top 10 most dangerous places in the world.

LifeAndrea Contino
Santorini non tiene il passo di Instagram

O come un social network costringa a ripensare totalmente un sito turistico non ancora pronto ad essere invaso. Un bel approfondimento su come i social network e la ricerca dello scatto perfetto contaminino luoghi e tradizioni reticenti al cambiamento.

The constant building and flood of tourists create tons of rubbish, which is all dumped illegally. Santorini still has no proper waste-management facilities, so all the empty water bottles, coffee cups and restaurant leftovers go into a huge dump which doesn’t meet EUregulations. Leakage is free to infect the surrounding earth, water and air. “We’re not proud of it but we’re trying to do something about it,” says Bellonias, the deputy mayor, who says that every plan for a new landfill site has been rejected by residents who do not want it near their homes or businesses.

The municipality has no power to overrule them. Out of ideas and with little power to bring in new policies, its current strategy is to promote the island as a year-round destination “in order to ease the pressure in the summer months”. But of course, this brings with it the risk that crowds will stick around for even longer. What about introducing more caps on visitor numbers or a tourist tax, I ask Bellonias. “We could, but how would it work? Say someone wants to have their honeymoon in Santorini, how do we tell them they can’t come here?”

Andrea Contino
Scrivere è come musica

As writers, we all want to be read and published. For the most part, gatekeepers to these goals remain. And to get through the big iron doors we must satisfy those guards who hold the key.

But if we believe, like I do, that writing is music and that music, to be truly memorable and meaningful must come from the heart, the deep-down soul of the creator and not from what some gatekeeper believes is the right arrangement of our tune, then our stories should be created the same way great songwriters write.

The songs that last, that hit us hard in the center of the heart, the songs that last forever in our beings come from somewhere quite deep. The same way great music is created. Minor key? Maybe. Major key? Why not? How about changing keys? How about changing time signatures? A waltz to a tango? Again, why the hell not?

Via.

Non c'è bisogno di essere eccezionali

Many of us walk the earth with a feeling that, in order to acceptable, we need to be something very special indeed. It could sound like ambition, but it's closer to neurosis - and a source of constant and unnecessary pain. Here are some tips to unwind the affliction.

“It’s a rather simple question that quickly gets to the core of someone’s sense of well-being and legitimacy: did your childhood leave you feeling that you were – on balance – OK as you were? Or did you somewhere along the way derive an impression that you needed to be extraordinary in order to deserve a place on the earth? And, to raise an associated question: are you therefore now relaxed about your status in life? Or have you become either a manic overachiever or filled with shame at your so-called mediocrity?”

LifeAndrea Contino