Lucciole

Non che ci sia molto da denotare in questo primo caldissimo weekend se non l’apparizione delle lucciole (gli animali, maliziosi) a pochi metri dal cancello di casa, proprio dove iniziano i campi coltivati.

È bello riuscirsi ancora a stupirsi ogni tanto.

LifeAndrea Contino
Questione di bottoni

La rubrica di The Verge alla scoperta dei bottoni fisici, animatori della tecnologia quotidiana, è un toccasana per approcciarla in modo sano, ma soprattutto più tranquillo e meno esagitato.

Il profilo di questa settimana è sui bottoni del Kindle Oasis. L’ho recensito qualche mese fa e continua ad essere uno dei device che utilizzo maggiormente durante la giornata.

I due bottoni fisici servono per sfogliare le pagine avanti e indietro, sono perfettamente posizionati per non dare fastidio quando si tiene il Kindle in mano e ricordano la sensazione di quando si sfoglia la pagina di un libro.

The Oasis has physical page-turn buttons, a pair of oblong capsules on the thick bezel of the device, that are positioned perfectly beneath your thumb. Like a real book, the buttons make turning a page a physical action. You have to deliberately move your hand to advance or go back. It’s the ritual of turning over a new leaf, adapted for the strengths of the Kindle’s unique form factor and design. 

Amazon distilled page-turn buttons to the point of utter simplicity: the Oasis’ top button (regardless of how you’re holding it) moves you forward a page, while the bottom button moves you back. The buttons aren’t capacitive (like the flat touch panels on the Kindle Voyage), nor are they particularly remarkable from a physical standpoint. There’s no swiping tricks or even press and hold or double click functions.

But unlike the original Kindle, there’s no awkwardness of placement here; they rest under your hand, ready and waiting for a simple flex of your thumb to turn the page.

Disdette e intelligenza artificiale

Dopo oltre 6 anni ho deciso di disdire il mio abbonamento Sky.

I costi troppo alti e la condivisione dell’abbonamento Now TV con amici mi hanno fatto desistere.

Mi sono sentito un po’ male, convinto di dover compilare moduli e inviare raccomandate e invece c’è un pratico numero da comporre dove c’è un risponditore automatico che passo passo guida nel processo di disdetta del contratto.

L’intelligenza artificiale dietro alla telefonata guida passo passo e porta ad un bivio: rescindere subito o a scadenza naturale.

Ho scelto la prima, per togliermi il prima possibile il peso del contratto e anche perché la gentilissima intelligenza artificiale mi ha confermato di non dover pagare nulla.

Ma a più riprese, via email e via SMS mi è stato comunicato che in realtà avrei dovuto pagare 220 euro come compenso per tutti gli sconti che mi sono stati riconosciuti.

Al di là del comportamento scorretto, mi sono armato di pazienza e ho dovuto contattare il servizio clienti umano. I quali gentilmente mi hanno spostato la scadenza del contratto a quelle naturale. A costo zero.

La lezione che ho imparato oggi?

L’intelligenza artificiale sta facendo grossi passi da gigante, riesce oggi a gestire operazioni complesse come la chiusura di un contratto, ma non riuscendo ad essere completamente precisa per cui l’intervento umano si rende ancora indispensabile.

Per come la vedo io al momento è un doppio sforzo, il set up e affinamento di un servizio automatico che dovrebbe sopperire proprio a quella forza lavoro che deve poi intervenire in soccorso per gli errori dell’intelligenza artificiale.

Insomma, long way to go…

Iniziare da qualche parte

Una volta esisteva Posterous. Si creava un blog soltanto inviando un’email a un indirizzo. Poi WordPress ha preso il sopravvento e creare un blog è diventato affar quasi complicato.

Stanno tornando alla ribalta alcuni servizi veramente molto basici che permettono di aprire e scrivere su un blog in pochissimi minuti.

Se non siete avvezzi a codici vari e volete soltanto scrivere ciò che vi passa per la testa senza tante menate, allora date un’occhiata a Write.as

Leggermente più complesso, ma davvero veloce nella sua costruzione, Small Victories che permette di prendere alcuni dei file presenti nel vostro account Dropbox e li tramuta in un vero e proprio sito web. Senza bisogno di CMS, nessuna installazione, nessun server o capacità di compilare codice richiesta.

Il terzo è Listed. È sostanzialmente un’estensione dell’app Standard Notes. Qualsiasi nota generata all’interno dell’app può diventare un post del proprio blog creato, appunto, su Listed.

Se avete qualcosa da dire, non ci sono più molte scuse per lasciare la vostra creatività in pasto alla timeline di qualcun altro.

Contenuto molto personale

Ieri poi con la fretta di voler scrivere qualcosa entro la mezzanotte ho pure scritto peggio di un bambino sui libri di grammatica.

Complice il sonno e un periodo non troppo rilassante.

La scorsa settimana, culminata poi con ieri, mi ha visto concentrarmi su un argomento ben specifico. Anzi due.

Il primo. Condividere sempre, senza se e senza ma, qualsiasi cosa. Il culmine, per l’appunto, con il dover condividere il fatto di aver votato su di un social network, sfiorando quasi il reato. Sì perché veniva richiesto di inserire anche un’immagine e il richiamo delle sirene a voler fotografare proprio la crocetta apposta era assai forte.

Dicevo, è reato farlo. Ma tant’è ne ho viste passare su questi benedetti social.

Il secondo. Mi viene da sorridere a vedere certi personaggi, ritornare alla ribalta, nascondendo sotto mentite spoglie il loro volere di raggiungere pubblici oramai irraggiungibili con i social network. Dando colpa a quest’ultimi di non essere più il bacino da cui alimentare il proprio ego, quegli stessi luoghi che fino a poco tempo fa fungevano da salva vita per il loro digitare a vanvera. È patetico vederli, adesso, inneggiare al blog come unico strumento per poter parlare ai pochi a cui interessa davvero parlare, perché non più in grado di raggiungere la ribalta altrimenti.

A me che non è mai interessata, la ribalta, continuo a creare il mio contenuto molto personale, per appuntare ciò che di bello trovo online insieme ai miei pensieri.

Per il rotto della cuffia

Ho votato.

Ma anche perché ho passato un weekend di relax al mare.

Sperimentando che anche Alitalia nella nuova tratta Linate-Olbia and back, appena sottratta a AirItaly-exMeridiana, riesce comunque a essere in ritardo.

LifeAndrea Contino
Un blog ti cambia la vita parte 2

Bella intervista a Khoi Vinh, Adobe Principal Designer, che da 20 anni sul suo blog racconta se stesso e il suo mondo: Subtraction.com

Ci sono alcuni passaggi fondamentali, in cui mi sono rispecchiato totalmente. Sia dal punto di vista della carriera:

It’s hard to overstate how important my blog has been, but if I were to try to distill it down into one word, it would be: “amplifier.” Writing in general and the blog in particular has amplified everything that I’ve done in my career, effectively broadcasting my career in ways that just wouldn’t have happened otherwise.

Sia dell’indipendenza, non importa a che prezzo, da tutte le altre piattaforme del momento.

That said, I personally can’t imagine handing over all of my labor to a centralized platform where it’s chopped up and shuffled together with content from countless other sources, only to be exploited at the current whims of the platform owners’ volatile business models. I know a lot of creators are successful in that context, but I also see a lot of stuff that gets rendered essentially indistinguishable from everything else, lost in the blizzard of “content.”

E ancora:

Again, I’m not suggesting that what I do has any superior worth at all, but what I will say is that the difference between content that lives on a centralized blogging platform and what I do on a site that I own and operate myself—where I don’t answer to anyone else but me—is that what my writing on Subtraction.com has a high tolerance for ambiguity. It’s generally about design and technology, but sometimes it’s about some random subject matter, some non sequitur, some personal passion. It’s a place for writing and thinking, and ambiguity is okay there, even an essential part of it. That’s actually increasingly rare in our digital world now, and I personally value that a lot.

Da leggere tutta!