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L'importanza del sonno

È fondamentale e ancora ho qualche problema con le mie pratiche per addormentarmi. Ne ho già parlato qui in precedenza e sono più che conscio di quanto sia necessario per avere un impatto positivo sulla nostra vita. Prima o poi ce la farò ad avere una dinamica sana.

LifeAndrea Contino
In fiera

Ci impieghi più di un’ora per raggiungerle e per la maggior parte del tempo sei bloccato nel traffico. Non c’è mai parcheggio, il Wi-Fi esiste ma o ti han dato la password errata o dopo il decimo ingresso si pianta oppure va come una ISDN del 2000. È più il rumore di fondo a stancarti a fine giornata piuttosto dei meeting che hai fatto.

Già, i meeting. In fiera si dovrebbe fare networking di valore, ma il 70% di questi è tempo perso, persone che accogli per dovere, ma che in realtà non centrano nulla col tuo business, o meglio credono di farne parte non appena si siedono al tuo stand.
Ci sono quelli che invece passano senza nemmeno presentarsi, tirano su un gadget e vanno via con la nonchalance di un felino che cerca di non farsi notare dalla preda. Senza dimenticare le persone dello staff stesso della location, probabilmente i primi a fingersi di qualche azienda giusto per portarsi a casa un contentino a fine giornata.

Quelli che invece arrivano intorno alle 12, tirano dritto verso il food e alle 15 sono già a casa raccontando a tutti il giorno dopo di essere distrutti perché hanno passato tutto il giorno in fiera.

Mi son sempre domandato, poi, che fine fanno gli stand e le loro strutture e personalizzazioni una volta spente le luci. Immagino un enorme spreco e annesso inquinamento.

Comunque alla fine qualcosa di buono lo porti sempre a casa. Certo è, eliminassimo tutta la fuffa, ci sarebbero le metà delle persone a frequentarle.

Essere introverso

A me piace esserlo. E sono in pace con me stesso. Non sempre è facile farsi capire da chi ci circonda, ma col tempo le cose migliorano rispetto all’adolescenza.

È bello poi ritrovarsi in post come questo, oppure nella lettura di libri in grado di farti capire tante cose.

I am an introvert and I’m happy. I am learning to let my worries about being too quiet or too reserved slip out of my mind. I am focusing on liking myself and who I am, inside my books, my own head and my writing. I am very grateful to the close friends I do have, the people that understand what I prefer to do and prefer not to. Being an introvert means having a lot of time to myself, time that I cherish and time that I will always take advantage of. I may not be the biggest personality or the most outgoing person on the planet, but I’m more than OK with that.

LifeAndrea Contino
Presenzialismo

Ne ho parlato già qualche settimana fa. Il lavoro sta cambiando, chi non lo capisce non farà mai un salto verso il futuro.

Il presenzialismo è purtroppo una brutta bestia, comprensibile per carità se ti metti nei panni di chi un’azienda la deve portare avanti, ma oggi anacronistico e inconcepibile da parte mia.

Una volta tanto sono d’accordo con Marco.

LifeAndrea Contino
Imperfezionisti

Fortunatamente sono perfezionista solo in alcuni ambiti della vita. O forse è solo fissazione. O forse è solo caricare ciò che ci circonda di un valore che non meritano.

Bel pezzo sull’irraggiungibilità della perfezione.

Il problema è che la “seculosità” non funziona. Non saremo mai adeguati. Possiamo cercare la salvezza in Dio, o smettere di cercarla, ma il tentativo di inventarci il nostro tipo di salvezza è destinato a fallire. Siamo imperfetti e finiti, quindi non possiamo raggiungere la perfezione lavorando, allevando i figli o amando. Se ci proviamo, finiremo solo per cercare di esercitare sempre più controllo sulla nostra vita, mentre i rapporti profondi, e tutte le altre esperienze significative, richiedono la rinuncia al controllo. Ah, e poi c’è il nostro amico capitalismo, che ci promette una realizzazione che poi rende sempre più irraggiungibile.

LifeAndrea Contino
Perché in aereo ci sono turbolenze?

Per la serie misteri irrisolti.

You’re on an airplane when you feel a sudden jolt. Outside your window nothing seems to be happening, yet the plane continues to rattle you and your fellow passengers as it passes through turbulent air in the atmosphere. What exactly is turbulence, and why does it happen? Tomás Chor dives into one of the prevailing mysteries of physics: the complex phenomenon of turbulence.

LifeAndrea Contino
Come fare scelte difficili?

Which career should I pursue? Should I break up -- or get married?! Where should I live? Big decisions like these can be agonizingly difficult. But that's because we think about them the wrong way, says philosopher Ruth Chang. She offers a powerful new framework for shaping who we truly are.

LifeAndrea Contino
Vuoi costruire un ricordo? Non fotografarlo

Uno spunto interessante. Questo articolo del TED riporta l’opinione di una psicologa americana:

“When you take a photo of something, you’re counting on the camera to remember for you,” Henkel said. “You’re basically saying, ‘Okay, I don’t need to think about this any further. The camera’s captured the experience.’ You don’t engage in any of the elaborative or emotional kinds of processing that really would help you remember those experiences, because you’ve outsourced it to your camera.”

In other words, if your camera captures the moment, then your brain doesn’t. Henkel came up with a frightening term for this phenomenon: the “photo-taking-impairment effect.”

Sostanzialmente se vuoi cercare di ricordarti un momento speciale e lo vuoi fare attraverso l’occhio della fotocamera è quanto di più sbagliato tu possa fare. Non c’è nessun ingaggio dal punto di vista emotivo perché è come se lo avessimo delegato al nostro scatto.

In sostanza, se la tua fotocamera cattura il momento, non lo fa il tuo cervello.

Non so cosa ne pensino appassionati fotografi, ma è un vizio che fortunatamente sto man mano perdendo durante i concerti.

Dapprima cercavo di catturare in video e foto il momento per poi riguardarlo a posteriori. Cosa che mi sono accorto poi di non fare mai.

Perciò ci ho dato un taglio. Godersi il momento senza filtri è impagabile.

Fatalità

+ People. La parte più divertente del mio lavoro, e negli anni ho imparato a considerarla tale, è assistere ad incontri con persone all’apparenza molto carismatiche, si sono costruite negli anni uno standing e un’aura più che invidiabile, si circondano di VIP, ti guardano dall’alto al basso come se fossero investite di un potere divino, delegano a fidi galoppini qualsiasi attività esecutiva. Ma soprattutto hanno i minuti contati, durante i quali hanno il compito di lanciare una bomba, un’idea rivoluzionaria nella stanza in cui si trovano per poi far finta di avere un’agenda piena di appuntamenti con le più alte cariche delle prime 10 aziende del mondo, e quindi scusami tanto ma mi hai già fatto perdere troppo tempo io me ne devo andare.

Ho imparato a divertirmi in queste situazioni. Forse da giovane avevo soggezione di persone del genere, perché chissà mai quale esperienza avessero per comportarsi in questo modo. Poi col tempo mi sono reso conto che poi le loro idee tanto rivoluzionarie non sono, che son state solo molto brave a far credere a chi gli giro attorno di essere su un gradino più alto del processo evolutivo.

Una maschera da indossare per sentirsi amate, meglio con loro stesse, trovare il proprio senso della vita. Fake. Anzi, Counterfeit. Non sapete quanto sono felice di non essere una persona del genere, ma esattamente l’opposto

Krill. Io non mangio pesce. Di nessun tipo. Nemmeno i crostacei o quello crudo. Faccio solo eccezione per il tonno in scatola e i bastoncini di pesce fritti. Che mi dicono non sapere di pesce, in effetti. Questo mi obbliga a fare una terapia integrativa di Omega 3 o comunque di tutte quelle sostanze che non ingerisco evitando il pescato. Tipicamente sono pastiglie di Krill. Il che mi fa sentire innanzi tutto una balena. L’effetto collaterale è l’incapacità di digerirle da parte del mio organismo, indi per cui avere sempre in bocca per almeno un paio d’ore un fastidiosissimo sapore di pesce.
Forse me lo merito.

+ Vetro. Qualche giorno fa è piovuto un sasso dal nulla sul mio parabrezza. Non avevo nessun veicolo davanti quindi non riesco ancora a capacitarmi circa la sua provenienza. Il vetro si sta crepando di qualche millimetro al giorno sempre di più.
Credetemi le pratiche per farselo sostituire hanno tempi biblici. Speriamo a breve di arrivare al dunque.

+ Brava Fabrics. Quasi per caso mi sono imbattuto in questo brand spagnolo. Stavo cercando delle camicie meno bragalone e più vicine al mio stile. Collo stretto, in alcuni casi all’italiana con bottone, ma in linea generale non troppo lunghe sul corpo. Da portare anche fuori dai pantaloni. Diciamo che ho praticamente rifatto la collezione nel guardaroba. Brava Fabrics è molto di più, infatti ho acquistato anche due maglioni e qualche altro capo. La storia del brand è molto interessante e l’etica che perseguono altrettanto.

LifeAndrea Contino