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Le auto a noleggio

Ma perché le auto a noleggio sono sempre nuove di pacca?
E soprattutto dove vanno a finire quello che diventano vecchie dopo tot mesi?

Le domande fondamentali di una vita.

Update, risposta da Only Sardinia Autonoleggio nei commenti:

Banalmente perché per l'autonoleggio, l'automobile rappresenta un capitale, come tale deve esser sempre al massimo della sua efficienza. I veicoli dei noleggi auto inoltre, vengono sempre verificati sia in fase di uscita che di rientro. La loro manutenzione a tutto tondo è imprescindibile poiché, anche un banale fermo tecnico sarebbe una spesa nonché un mancato guadagno. Le auto che hanno finito il loro ciclo, vengono ripristinate e rivendute in perfette condizioni o talvolta immesse nuovamente in flotte aziendali non necessariamente di autonoleggio.

LifeAndrea Contino
Il giorno del PI greco

E come calcolarlo con il metodo di Archimede.

As a ratio, pi has been around since Babylonian times, but it was the Greek geometer Archimedes, some 2,300 years ago, who first showed how to rigorously estimate the value of pi. Among mathematicians of his time, the concept of infinity was taboo; Aristotle had tried to banish it for being too paradoxical and logically treacherous. In Archimedes’s hands, however, infinity became a mathematical workhorse.

He used it to discover the area of a circle, the volume of a sphere and many other properties of curved shapes that had stumped the finest mathematicians before him. In each case, he approximated a curved shape by using a large number of tiny straight lines or flat polygons. The resulting approximations were gemlike, faceted objects that yielded fantastic insights into the original shapes, especially when he imagined using infinitely many, infinitesimally small facets in the process.

LifeAndrea Contino
Cambio di abitudini

Detto, fatto.

Da una settimana e mezza prima di dormire ho abbandonato l’iPad e apro costantemente il Kindle.

Sto leggendo la biografia di Bruce Dickinson, uno dei storici cantanti degli Iron Maiden.

Non so, ma mi sento meglio.

LifeAndrea Contino
Le statue di oggi

Fare i deboli con i forti. Io la penso così circa la faccenda della statua di Montanelli imbrattata. Tuttavia il punto di Rivista Studio non è da meno.

Le statue oggi sono in larga parte roba kitsch da calciatori – come lo sbeffeggiato busto di Cristiano Ronaldo a Madeira – o da truffatori di massa – il riprodottissimo Padre Pio – o da fenomeni trash-televisivi – l’orribile Manuela Arcuri a Porto Cesareo, in Puglia. Le costruiscono ancora volentieri, come visto, in India ma anche in Cina, in Ucraina e in Russia e in Turchia, che non rappresentano le democrazie più mature a cui guardare e da cui farsi ispirare. Quelle celebrative e più piccole sono ancora più goffe perché mosse dalla buona fede: fa ridere quella di Sciascia a Racalmuto, fa lo stesso effetto quella di Montanelli a Milano.

A che pro: per celebrare il giornalista, lo scrittore? Eppure quello si può fare mettendoci impegno, idee, fatica, su quello si può aprire un dibattito pubblico per arrivare a una memoria condivisa e pacificata, riconoscendo meriti e demeriti, anziché continuare a dividere in buoni e cattivi, si può divulgare l’opera per mantenerla viva, si possono fare centinaia di cose che non siano il facile compito di una commissione scultorea. L’effetto, così, è quello di ridurre la complessità dell’esperienza di un uomo che ha attraversato luci e ombre dell’ultimo secolo a un pezzo di bronzo.

Poco più che una marionetta, che coperta di rosa avrebbe svolto una funzione un po’ più profonda e sincera.

LifeAndrea Contino
Prima la tecnologia, poi l'amore

Tutte le volte che usciamo ci faccio caso. Coppie sedute a pochi centimetri eppure su due galassie lontanissime. Con i telefoni in mano o raccontano il momento a qualcun altro con una foto o un selfie, oppure scorrono senza sosta la timeline di Facebook. Trasferendo il senso del tutto al proprio device, mentre dovrebbe risiedere in chi siede affianco.

È uno scenario diffuso, comune eppure diventato tremendamente normale.

La normalità che uccide il rapporto.

Perché? Abbiamo sposato la tecnologia, “divorziando” dal partner:

But now, instead of our devices being a distraction from our relationships, our relationships seem to be a distraction from our devices. Is it the devices making us turn away from people, or are the devices exposing needs the people in our lives aren’t meeting?

The truth is, I was lonely in my recently ended relationship. For us, technology was largely to blame. I had grown tired of competing with a screen to get any face time with my partner. The more gadgets we introduced into our lives, the weaker our connection to each other became.

Tristemente vero. Molto facile da evitare se si concentra sulle cose importanti.

LifeAndrea Contino
Pareidolia

A casa dei miei ci sono delle piastrelle in cotto zeppe di venature. Da piccolo ci passavo le mezz’ore a trovare volti di vichinghi, elfi, nani, un pendolare con una 24 ore e mille altri volti.

Trasferitomi a vivere da solo, nella mia camera da letto ci sono travi a vista. I nodi scuri del legno per me formano ancora oggi conigli, lemuri, squali, giraffe e mille altri animali e cose.

Per fortuna non è una patologia, ma un affascinante comportamento del cervello a farci vedere volti (soprattutto) o anche oggetti dove in realtà non ci sono.

Si chiama Pareidolia e per lo più è un passatempo soprattutto difficile da spiegare a chi non vedo ciò che vedo io.

Poi scopri che c’è Internet come sempre amplifica tutto, rende pubbliche cose personalissime e condividi con estranei il tuo stesso modo di vedere il mondo.

Tipo l’account Twitter Faces in Things. E poi l’hashtag su Instagram #facesinthings

LifeAndrea Contino
A quanti km/h vanno le auto nella tua città? 

Nelle città che funzionano, però, le biciclette sono il modo più veloce di spostarsi. 

Lo dicono anche nel bel video con cui Copenhagen accoglie il Tour de France del 2021

E sono spesso il modo più veloce di spostarsi anche nella città che non funzionano. Solo che in queste città è più scomodo e più pericoloso. Queste città non funzionano per nessuno. 

A quanti km/h vanno le auto nella tua città? 

Cars being reduced to speed of horse and carriage in busy city centres. E continuiamo. 

Solo per il piacere di stare seduti. Come se non stessimo seduti già fin troppo a lungo.

Massimo fa riflettere. A Milano il più delle volte si è in coda, si va piano, e devi contare almeno dai 20 ai 30 minuti per raggiungere parti diverse della città. Se non molto molto di più.

Non solo Copenhagen, ma tante tante città del nord europa sono pronte da decenni alla rivoluzione su due ruote.

A Milano no. Mancano le infrastrutture dedicate, quelle che ci sono sono a macchia di leopardo. Ricordo i miei due test di Ofo e Mobike. Passavo la maggior parte del tempo su marciapiede o contromano per poter evitare di essere investito.

Chissà se mai arriveremo ad una città a misura di bici. E il freddo, la pioggia, le distanze…Sono tutte scuse.

Sport, LifeAndrea Contino
Da soli, insieme

Che sia la tecnologia a renderci più soli, nonostante siamo perennemente in contatto con qualcuno?

Tutti ci sentiamo soli ogni tanto. Ma solo alcuni di noi sanno quanto questa emozione fosse importante per i nostri antenati - e al contrario, quanto nel mondo di oggi la solitudine sia qualcosa che ci fa davvero male. Come mai ci sentiamo così, e cosa possiamo farci a riguardo?

Life, TecnologiaAndrea Contino
Quanto siamo piccoli

Mi capita spesso di pensare alla futilità dei significati di cui carichiamo il mondo che ci circonda.

Ok. È la struttura che ci siamo costruiti per dare un senso al tutto.

Però poi vedi video come questi e ti rendi conto di quanto siamo piccoli, insignificanti e sperduti nel nulla.

LifeAndrea Contino