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Andiamo a Berlino #ijf16

Il mio non è procrastinare. Questa volta ci ho provato davvero ad andare al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia. Tuttavia, mi ritrovo a dover iniziare anche quest'anno il post dedicato ripromettendomi di andarci di persona l'anno prossimo.

Tra i vari video con interventi molto interessanti su comunicazione, media e social (si trovano tutti sul canale YouTube dell'evento), ho scovato quello di Caressa e Bergomi che riflettono sull'utilizzo puntiglioso delle parole in fase di telecronaca, la sua preparazione, l'importanza dei dati e dello studio di essi prima di andare in onda. 

Pardo, invece, in forma smagliante come sempre riflette sui cambiamenti del giornalismo sportivo dalla radio alla tv, passando da Internet.

SportAndrea Contino
#Draxler. Una storia di tweet e sofferenze

È stato un weekend sofferto sportivamente parlando.
Parlo poche volte del mio tifo calcistico su queste pagine, ne verrebbe fuori una versione distorta del sottoscritto, riconoscereste soltanto istinti primordiali a me difficilmente associabili.

Ad ogni modo, per chi non lo sapesse tifo quella squadra con le strisce bianche e nere di Torino, la più amata e odiata di tutte.

In luglio e agosto succede che ogni squadra della Serie A ha la possibilità di vendere e acquistare calciatori per la stagione sportiva successiva. Quest'anno la Juventus si è privata di grandi campioni e pur avendo programmato l'acquisto di altrettanti giovani talenti con molto anticipo, gli ultimi giorni di questa finestra di calcio mercato è tradizione acquistare i nomi di calciatori altisonanti per far sognare un po' la tifoseria.

Quest'anno le attenzioni delle ultime ore sembravano (sembravano in quanto l'amministratore delegato ha smentito di aver mai avviato una trattativa) essere ricadute sul profilo di un giovane ventunenne molto promettente, un trequartista della squadra tedesca Schalke 04, tale Julian Draxler.

Non è Messi(a), ma non è nemmeno da buttare.
Beh, il weekend di passione dicevo.

Sì, perché dopo settimane di accostamento di questo giocatore alla mia squadra del cuore, la trattativa è parsa finalmente entrare nel vivo venerdì.
Ho voluto staccare la spina queste 48 ore, osservare da ospite non pagante lo sfogo di innumerevoli tifosi dal pollice svelto intenti a vomitare sentenze su quanto stava accadendo, secondo dopo secondo, grazie a un aggiornamento in tempo reale su Twitter.

Ho creato una piccolissima raccolta su Storify.

Ce ne sarebbero tanti altri, ma solo per dire come Twitter è il nuovo luogo di ritrovo catartico per sfogare il proprio psicodramma personale
Scaricatoio di tensioni grazie ad un comune senso di appartenenza alla medesima sofferenza insostenibile altrimenti da soli, soprattutto perché in vacanza e lontani da amici di routine.

E ho solo collezionato quelli che mi han fatto sorridere, ma per questa manciata ce ne sono a migliaia, rappresentativi delle più disparate personalità: il disfattista, il gufo, il troll, l'ottimista inventore di notizie, quello che per forza ci deve buttare dentro i Marò, etc.

Insomma. Il vero bar sport. Poi se sono imbecilli, questo è tutto da verificare.

P.s. Alla fine quel giocatore non è venuto alla Juventus. Vi lascio cercare da soli le successive reazioni....#Draxler

Blatter che FIFA

Le dimissioni di Sepp Blatter mi hanno fatto venire in mente due cose, la prima le innumerevoli volte in cui è stato cambiato il regolamento del fuorigioco negli ultimi 15 anni. Ma la seconda è quella più indelebile:

Life, SportAndrea Contino
Di calcio non si parla

La mia seconda lettura estiva è Di calcio non si parla di Francesca Serafini. Scoperto poco prima di partire grazie a questo post su Fútbologia.

Letto anch'esso letto in mezza giornata, il libro è un racconto leggero del rapporto di Francesca con il calcio giocato, perché tifosa in un periodo in cui il calcio era ancora una prerogativa maschile.

Anzi a dirla tutta il calcio è ancora un argomento sessista e con occhi straniti guardiamo donne in grado di padroneggiarlo con tanta dovizia di particolari. Francesca è una di loro, è una di noi. Uno specchio riflesso mentre si leggono sprazzi di esperienze avute da piccola così come da adulta.

Ho trovato nel saggio tanti passaggi in grado di spiegare concetti da anni rimuginati nella mia testa, come il tentativo fallito di spiegare il tifo verso una squadra rispetto che un'altra. E la somiglianza con essa come con il proprio cane.

Il passaggio però che voglio riportare è una sintesi di come mi piace intendere questo sport. In verità Serafini non si sta riferendo al calcio, ma come nella sua famiglia quando si discute tanta è la voglia di raccontare che si finisce per ripetere le stesse cose. Un po' come nel calcio:

Ed è questa cosa qui - la ricorsività rassicurante che ci riporta bambini - che continuamo a mettere in scena tutte le volte che abbiamo tempo da condividere: il nostro modo di tornare in un luogo in cui siamo stati felici. 

Se ami il calcio, ti consiglio di leggerlo!

Ora fatemela rigiocare
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La UEFA ha introdotto, grazie Platini, una nuova regola per la competizione Champions League.

Tutte le diffide dopo i quarti di finale verranno eliminate. Ergo se un giocatore prende un cartellino giallo in semi-finale e ne aveva già presi prima, potrà disputare comodamente la finale in quanto quelli presi in precedenza non vengono più contati.

Fate ripetere Milan - Juventus del 2003 con Pavel Nedved in campo. Tipo ora.