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I telefoni pieghevoli

Ne scrive Om Malik. Uno che mangia pane e tecnologia da molti anni:

Admittedly, foldable phones are exciting. You can hear it in the eagerness of the mobile writers. But I confess, I see these as pre-beta devices, which are hardly conducive to productivity and lack elegance. At least, that’s the case right now. It wouldn’t surprise me if we see some magical improvements in these devices over the next two years. Huawei and Samsung will probably make a lot of progress. Apple will sit on the sidelines — and might even run the risk of being Nokia-ed.

At the end of the day, however, these foldable phones are still variants of the rectangular glass that was introduced over a decade ago. If 5G networks have to become a reality, meaning more power, bandwidth and speeds have to be consumed, we should expect the form factors to be redefined away from the glass rectangle. My guess — which you may take with a pinch of salt, as it is a big one — is that we should expect the next form factor to redefine our expectations of what a communications device is supposed to be.

Le innovazioni introdotte da Samsung e Huawei sono apprezzabili. Il cambiamento arriva sempre da un’idea in grado di spezzare la routine del mercato.

Posto che sono due device ai loro stadi primordiali, vedremo se il mercato seguirà questo approccio abbandonando definitivamente il rettangolo di vetro, oppure se faranno la fine dei vecchi Nokia foldable.

Personalmente non fanno per me, sono troppo grossi perdendo totalmente il concetto di mobilità, di avere un device in tasca abbastanza piccolo da infilarcelo e abbastanza grande da poter leggere sullo schermo.

Apple ci ha dimostrato come abbia sempre avuto nella sua storia dei flussi ciclici di alti e bassi, al momento può permettersi di stare a guardare.

Vedremo se sarà un inseguimento continuo a questo nuovo ibridi, forse i primi veri phablet, con un abbassamento drastico dei prezzi da qui a 3 anni, oppure se come per il 3D e gli schermi curvi il mercato ne decreterà la morte prematura.

Mappa Sfondo iPhone
Sfondo iPhone

Credo di avere lo stesso background sul mio iPhone da almeno 3 anni.

Oggi ho trovato questa idea carina, questo sito genera uno sfondo per tanti modelli di smartphone basandosi sulla location desiderata.

Mi sa lo cambierò a breve.

Da soli, insieme

Che sia la tecnologia a renderci più soli, nonostante siamo perennemente in contatto con qualcuno?

Tutti ci sentiamo soli ogni tanto. Ma solo alcuni di noi sanno quanto questa emozione fosse importante per i nostri antenati - e al contrario, quanto nel mondo di oggi la solitudine sia qualcosa che ci fa davvero male. Come mai ci sentiamo così, e cosa possiamo farci a riguardo?

Life, TecnologiaAndrea Contino
Signal

Dalla newsletter di Carola, ma anche dal post di Emanuele, scopro con un paio d’anni di ritardo Signal. Un’app di messaggistica simile a Whatsapp e Telegram ma con un altissimo livello di sicurezza e privacy.

La più sicura, secondo il venditore di exploit
Dal punto di vista di exploit 0day (cioè di attacchi che sfruttano vulnerabilità ancora sconosciute), Signal è l’app più sicura, poi a seguire Whatsapp, Telegram, iMessage. Parola di uno dei più noti broker di attacchi informatici (che per quanto riguarda Signal è allineato a quanto sostenuto anche da molti esperti di sicurezza) - Chaouki Bekrar

La veste grafica è molto spartana e non ci si può fare nulla di più o di diverso dalle altre due. Tant’è se volete star tranquilli, qui siete certi che nessuno “ascolterà” le vostre conversazioni.

Ah, hanno anche aiutato Microsoft a sviluppare parte del codice di encryption per le conversazioni private di Skype.

TecnologiaAndrea Contino
Ma io avrei potuto fare lo YouTuber?

No. Non credo proprio. Per arrivare al punto però devo partire da lontano.

Il fenomeno youtuber l’ho perso completamente. Dopo l’avvento di Facebook e Twitter il mio interesse per i social media è scemato vertiginosamente.

Ne ho scritto sempre meno qui sul blog, analizzo ciò che avviene al loro interno per pura passione della materia comunicativa. Punto e stop.

YouTube si affaccia nei primi anni 2000 ed è una vera e propria rivoluzione. Lo storytelling video diventa non solo accessibile a tutti, ma anche democratico, condivisibile e di massa.

Oltre 10 anni dopo e con molto ritardo ho iniziato ultimamente a seguire il fenomeno. Ci sono canali iper specializzati. Persone che viaggiano, parlano di cibo, di tecnologia, fotografia e chi più ne ha più ne metta. Qui in Italia ce ne sono di molto bravi e non scimmiottano per forza ciò che proviene dagli Stati Uniti, ma hanno spesso uno stile unico e molto apprezzabile.

Molto di essi ne hanno fatto un vero e proprio lavoro. Sottoscrizioni o advertising porta introiti non indifferenti. I prodotti sono molto professionali, da fare invidia all’industria cinematografica, se ci si ferma a pensare si capisce quanto lavoro di produzione ci sia dietro e quante ore siano dedicate per pochi minuti di video.

E mi sono fermato a pensare, mi sono domandato se avessi potuto cavalcare questo trend molto tempo fa, oppure se potessi iniziarlo da qui a breve.

E la risposta è stata no:

  • Il digital divide. Abito a qualche km da Milano e non farei sicuramente a cambio con la città. Ma nel mio paese la velocità di upload è attualmente, anno domini 2019, ferma a 0.8 Mb in upload. Pertanto caricare un video di qualche minuto ci vorrebbero forse giorni. Connessione 4G? Sì ci avevo pensato, ma quanto spenderei a fine mese per extra-giga?
  • Tempo. Plausibilmente chi fa lo YouTuber ha molto tempo a disposizione e io non ne ho. Se si vuole fare un prodotto fatto bene serve tempo. Tempo per girare, tempo per montare, tempo di rendering. E di cose da dire ne avrei...
  • Precisione. O forse fissazione. So per certo che prima di essere soddisfatto di un eventuale risultato finale ci passerei sopra le notti su un singolo progetto

E allora? Perché rompo le scatole?

Amarezza. Per il rimorso di non essermi interessato prima a tool e stumenti del genere, e non averci provato. Amarezza per una condizione di infrastrutture italiane che fa veramente pena e preclude certi percorsi a chi li vorrebbe intraprendere. Senza una linea decente, ti sogni di diventare YouTuber.

Invidia perché mi piacerebbe riuscire a produrre con anche solo la metà della qualità dei canali che seguo. Invidia per la capacità di creare comunità, che in fondo è ciò che conta su YouTube. Ma è tardi, troppo tardi. Almeno per cavalcare questa onda.

Plauso a chi l'ha fatto al momento giusto e diffonde argomenti interessanti con professionalità ogni giorno.

Life, TecnologiaAndrea Contino
Batteria portami via

Con il rilascio di iOS 12 si ha ora una diagnostica più o meno completa sulla vita della batteria del proprio iPhone.

Una fissazione per tanti, una paranoia per molti. Come i sistemi operativi Windows di qualche anno fa, quando si acquista un nuovo iPhone si trovano di default delle impostazioni che drenano la batteria in modo pauroso.

Aggiornamenti in background, il monitoraggio stesso dell’utilizzo del telefono, i servizi di localizzazione e tanti altri piccoli pezzetti minano la durata media di una batteria in buona salute appena uscita dal negozio.

Dopo tanti anni di utilizzo dei sistemi Apple ci ho fatto il callo, so bene come settare il mio telefono per farlo durare anche quasi 2 giorni eliminando il superfluo e utilizzandolo in totale normalità. Basandomi su questa esperienza pluriennale, lascio qualche consiglIo:

Capacità massima batteria iPhone
  • Se state facendo qualsiasi operazione di aggiornamento o download di applicazioni, mantenete sempre il telefono in carica

  • Piccole tante cariche costanti sono decisamente meglio di una ricarica da 1% a 100%. L’iPhone riconosce lo status sotto il 10% come un ciclo di ricarica completo per riportarlo a piena carica, mentre ricaricare ad esempio dal 30-40% in avanti non stressa la batteria più di tanto

  • Una macchina con CarPlay. Se siete dotati di un sistema CarPlay sulla vostra auto fatene un buon utilizzo, attaccare il vostro telefono appena entrate in macchina non solo vi salva la vita, ma anche quella della batteria del vostro iPhone

  • Spegnere completamente il telefono di notte e possibilmente ricaricarlo da spento fa bene alla salute della batteria

  • Abbassate la luminosità del telefono quando non è necessaria, lo schermo e i pixel colorati, soprattutto il bianco prosciuga la batteria da matti

  • Attivate, nelle app che lo supportano, la modalità dark mode

E pensare che una volta quando acquistavi un Nokia qualsiasi ti dicevano di fare scaricare completamente la batteria e ricaricarlo da zero.

Ad ogni modo se siete curiosi Reddit è sempre una buona fonte sia di discussione, ma anche di pratiche da condividere. Qui c’è una lista di discussioni sul tema per iPhone XS, ma sul reddit generale /r/iphone ne trovate tante altre per i precedenti modelli.

TecnologiaAndrea Contino
Digitalizzare l'Italia

O forse la “cosa pubblica”. Se da un lato si fanno proclami di come la digitalizzazione stia invadendo la pubblica amministrazione, la fatturazione elettronica, gli investimenti di Open Fiber per raggiungere quelle zone a mercato fallimentare senza una connessione decente, dall’altra ci si perde in un bicchier d’acqua.

Mi hanno recentemente notificato una multa per un’infrazione nel comune di Milano. Nemmeno troppo salata, ma a corollario la perdita di qualche punto sulla patente.

La prassi prevede che io debba inviare un modulo cartaceo con tutti i miei dati della patente e di residenza alla polizia locale di Milano tramite raccomandata.

Ho compilato diligentemente tutto il modulo, scansionato la mia patente e inviata l’auto certificazione in cui dichiaro che quella patente fosse realmente la mia.

Mi sono recato in posta questa mattina e ho pagato la bellezza di 6.50€. All’uscita ho iniziato a riflettere e a farmi qualche domanda sul costo spropositato per l’invio di due fogli di carta in cui notifico dati già in possesso dell’amministrazione pubblica:

  • Le multe non possono essere notificate al cittadino a mezzo email o elettronicamente all’interno del proprio profilo di identità digitale? (Che tra l’altro si può utilizzare per accedere al sito del comune di Milano per pagare le multe)
  • Perché è necessario inviare della documentazione, che teoricamente è già in possesso dello Stato, riguardante i dati della mia patente e del mio luogo di residenza?
  • E qualora si rendesse ancora necessario farlo, per quale motivo bisogna ancora inviare il tutto in modalità cartacea e non elettronica?

Viviamo nell’era del tutto ora e subito, dell’enormi possibilità forniteci dalla digital transformation, ma certe cose sono dure a morire. Non so quanto sia simile la situazione negli altri Paesi europei, ma tutta questa burocrazia mi sembra da 1980 e non da 2018.

Life, TecnologiaAndrea Contino
Homescreen 2018
Home screen iPhone XS 2018

Rispetto allo scorso anno ci sono un po’ novità.

Una su tutte Bear dalla quale creo e gestisco ora tutti i post del blog.

Dark Sky, benché a pagamento, è la più affidabile e attendibile per quanto riguarda le previsioni meteo. E gestendo molti eventi all’aperto è più che mai essenziale.

Inbox di Gmail è ormai ufficialmente defunta. Ho quindi sostituito come app di default per la mia posta personale con Edison. Minimale ed efficiente, come piace a me.

Sparito Spotify, ho sostituito lo spazio vuoto con Halide. Un’app di fotografia molto potente che, grazie e soprattutto alla fotocamera di iPhone XS, riesce a realizzare degli scatti magnifici in formato RAW in modo da permettervi di editarli come meglio vi aggrada.

E voi che cambi avete operato? Qualche nuova app da consigliare?

TecnologiaAndrea Contino
Installare Nest

Installare un termostato Nest non è semplice come vi dicono. A me no che abbiate riscaldamento termo autonomo, abbastanza agio per accedere alla caldaia e un minimo voglia di seguire un tutorial online.

Se invece abitate come me in un condominio con il riscaldamento centralizzato, anche di ultima generazione (ecco, sì, forse non ultimissima, è del 2010), a pannelli solari, l’installazione non è poi così semplice.

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Ma partiamo dal principio. Il mio impianto ad ogni riaccensione invernale fa i capricci. Ho una casa su due piani e quello di sopra fatica a riscaldarsi a dovere con qualche calorifero che sembra addormentarsi senza riaccendersi a dovere finché a) non si sfiata l’aria residua di un anno intero di interruzione al funzionamento b) non si trova qualche altro tipo di problema.

Quest’anno è toccato al secondo tipo di problema. Classico giro di idraulico e risolto con un’uscita, quest’ultimo mi ha fatto notare la vecchiaia dei miei termostati, difficili da impostare quanto Java senza aver mai visto un linguaggio di programmazione.

Già da un po’ avevo adocchiato l’arrivo in Italia di Nest. Convinto della complessità del mio impianto, mai li avevo presi in considerazione per sostituire i vecchi termostati di oltre 8 anni. Questa volta, deciso a dare una svolta alla domotica di casa ho voluto approfondire sul sito di Nest.

Un sito dove si dice tutto e il contrario di tutto, dove si cerca più di non far capire nulla a un semplicissimo acquirente, piuttosto che aiutarlo e guidarlo nella scelta tra i due modelli proposti (Nest Learning Thermostat e Nest Thermostat E).

Poi, la luce.

Un form da compilare. Lascio email e numero di telefono. Saranno passati 10 minuti e squilla il cellulare con un numero con prefisso Stati Uniti. Un operatore Nest, in perfetto italiano, mi fa qualche domanda sul mio attuale impianto. Chiedo se il Nest può essere installato a casa mia, dove ho due termostati, uno per piano, e nessun controllo sulla caldaia.

Sì. È fattibile. È anche il 23 Novembre. Black Friday, 50€ di sconto per ogni modello. Acquisto e mi addormento sognando già una facile installazione in pochi minuti, risparmio e meno inquinamento.

Il mattino dopo ricevo un’email con link alla mappa degli installatori più vicini a me. Decido che meglio non metter mano dove non ho competenze. Pertanto ne contatto tre, nessuno sa darmi data per un appuntamento. Scrivo tre email, ma in tre giorni nessuna risposta.

Ne contatto un quarto, molto gentile. Un paio di giorni ed è a casa mia. Mi dice subito che gli altri colleghi non rispondono in quanto installare Nest non è quel che sembra. L’installazione si rivelata infatti il classico assioma: quello che ti dice un commerciale solitamente non corrisponde alla realtà delle cose.

Nest Learning Thermostat

Installare Nest sul mio impianto non è stato un gioco da ragazzi come i video ufficiali ti vogliono far credere, nemmeno come l’operatore al telefono ha cercato di vendermi. I due termostati Nest devono controllare tre elettro valvole che adesso funzionano alla perfezione dopo mezza giornata di lavoro. Se non ne sai di elettricità, se non sai soprattutto come è fatto il tuo impianto è sempre meglio rivolgersi ad un installatore che conosce Nest e come installarlo.

Sì perché il termostato ha una componente che si chiama HeatLink che sulla scheda prodotto evitano di raccontarti nel dettaglio, ma che in realtà è il cuore del termostato e senza di quello non funzionerebbe. È una scatoletta che si collega all’impianto e permette la gestione della caldaia o, come nel mio caso, delle elettro valvole.

Nest App

Una volta installati i termostati fanno il loro dovere, hanno un’opzione che recepisce la presenza o assenza di persone dentro casa, in modo da regolarsi automaticamente dopo tot di giorni e cercare di iniziare a risparmiare sul riscaldamento. Sono curioso di approfondire la curva di apprendimento e verificare se effettivamente si possa adattare alle mie esigenze. Nel frattempo ho attivato la programmazione settimanale.

L’app per smartphone per il controllo remoto è molto basica, ma con il termostato connesso ad internet si può controllare la temperatura da ovunque. Per verificare un effettivo miglioramento nei consumi ho bisogno però di attendere un anno nel mio caso, perché il riscaldamento, essendo condominiale, fa parte delle spese contestuali.

Per concludere, benché sul sito sembra tutto facile e veloce come l’installazione di un modem o una classa Bluetooth qualsiasi, il Nest sia che esso sia il Learning Thermostat o il Thermostat E, ha bisogno di esperienza e conoscenza da chi lo installerà altrimenti si rischia di far danni o peggio restare al freddo per molto a lungo.

TecnologiaAndrea Contino
Wi-Fi non ti mollo mai.

L’arrivo delle Shortcuts su iOS ha sicuramente fatto fare un passettino avanti ad iPhone e all’automazione di compiti o attività ripetitive, schematiche e proprio perché sono “sempre le stesse” non meritano troppi sforzi da parte nostra.

Se ne trovano tante online, alcune molto carine. Io ne ho un paio per avvisare quando sto uscendo dall’ufficio oppure per disattivare velocemente il bluetooth e il wi-fi e salvare un po’ di batteria.

C’è questa specie di fastidiosissimo bug che tiene ancorato il nostro telefono al segnale Wi-Fi per molto tempo, e bisogna allontanarsi dall’edificio per diversi metri prima di sganciarsi completamente dal segnale. Questo succede da quando c’è iOS ed è una vera rottura di scatole.

Soprattutto ora con l’arrivo di questi utilissimi Comandi, mi capita spesso che mentre sono ancora sul portone per lasciare l’ufficio Siri non risponda ai comandi perché proprio in quel limbo tra 4G e mezza tacca di segnale Wi-Fi.

Assistenza Wi-Fi

Nonostante questa funzionalità (scommetto non ne sapevate l’esistenza, si trova sotto “Cellulare”) sia attiva.

C’è questa shortcut che ho creato che spegne il Wi-Fi per 40 secondi, un tempo accettabile per permettervi di mandare un messaggio o di pigiarne un altro per attivare un altra shortcut e il Wi-Fi ritorna ad accendersi.

Spero Apple possa migliorare questo aspetto oppure semplicemente rilasciare delle shortcut ufficiali per ovviare al problema.

TecnologiaAndrea Contino