Tecnologia

Odissea iPhone XS

Nonostante fossi dotato di un iPhone 8 aziendale, ho voluto cedere alla mia passione per la tecnologia e testare tutte le migliorie e i cambiamenti del nuovo iPhone XS. Interesse accentuato dalle nuove camere posteriori, di eccellente qualità e nonostante non sia un fotografo professionista, mi hanno già permesso di portarmi a casa qualche scatto decente.

Tuttavia sin dal primo giorno in cui ho ritirato il telefono ho riscontrato in fase di telefonata delle vibrazioni costanti alla cassa frontale, quella dove si poggia l’orecchio per capirci. Vibrazioni fisiche, sembrava che il vetro sotto il mio orecchio vibrasse ad ogni parola pronunciata dal mio interlocutore.

Forte della mia garanzia e dell’impareggiabile esperienza degli store Apple decido di prenotare un appuntamento al Genius Bar (trovare un posto libero nell’immediato è complicatissimo, assomiglia al sistema sanitario italiano).

Test hardware fallito. Le casse segnano rosso sull’iPad del commesso. Primo telefono sostituito. Prima di uscire mi dice:

Non preoccuparti, può capitare che un lotto sia fallato, succede anche a quelli che ci danno per fare le sostituzioni.

Al che penso: perfetto. Vedrai che anche questo avrà problemi. Ma felice del cambio inizio ad utilizzare il telefono come nulla fosse. Passano un paio di giorni e di nuovo iniziano i problemi.

Prenoto un nuovo appuntamento. Questa volta il test hardware dà risultati negativi. L’iPhone non ha nulla sembrerebbe, ma chiedo gentilmente di far una telefonata di prova. Anche la commessa si accorge del problema, mi dà ragione e mi sostituisce il telefono. E due.

Il terzo iPhone XS sembra integro, le chiamate sono perfette e non presenta problemi. Dopo circa due settimane però, sempre l’autoparlante frontale smette di funzionare mentre riproduco musica, guardo un video o ascolto un podcast. Funziona quella in basso, ma in alto niente da fare, perdendo così l’effetto stereo. Mi reco di nuovo al Genius Bar. Il telefono passa tranquillamente il test hardware, mi dicono che potrebbe essere un problema del mio backup, di ripristinare il telefono e trattarlo come se fosse nuovo. Riscaricando così da capo tutte le app e risincronizzando tutti gli account. Poco male. La cassa sembra effettivamente ritornare in vita. Ma solo per un paio di giorni.

Frustrato prenoto una nuova “visita”. E proprio ieri mi sostituiscono nuovamente il telefono. E tre. Questa volta però l’appuntamento si è protratto per oltre un’ora. La gentile commessa è sparita sul retro per oltre 15 minuti per confrontarsi con gli sviluppatori Apple e capire se fosse un problema software o meno. Non lo è. Pertanto è stata autorizzata a cambiarmelo nuovamente.

Ora, è indubbio che io sia stato particolarmente sfortunato con una partita difettosa e irritato perché Apple abbia messo in commercio un telefono così delicato. Tuttavia l’esperienza utente e consumatore è stata impeccabile. Telefoni sostituiti immediatamente e con tutte le scuse e le cure del caso. Ripristino del contenuto dei telefoni in maniera agevole e senza mai intoppi.

Dopo queste settimane travagliate ho voluto approfondire un po’ le cose. Capire se fossi stato l’unico ad avere problemi di questo tipo. Dopo una ricerca senza risultati in Italia, ho trovato più di una casistica su Reddit e anche su siti specializzati.

Insomma. Sembra esserci un problema che Apple non ha ancora ufficialmente riconosciuto, ma mi auguro che se le casistiche dovessero aumentare provvedano in qualche modo invece di continuare a sostituire device.

Bear app

Ho voluto testare Bear come principale editor per i post del mio blog. Non tanto perché non mi fidassi troppo della struttura online di Squarespace, ma per evitare (e qualche volta mi è capitato) di perdere quanto lavorato in fase di scrittura, per colpa di down della rete o problemi relativi al caricamento del browser.

Per prima cosa ho studiato brevemente la sintassi del markdown, inventata da John Gruber di Daring Fireball. Molto utile in quanto cerca di permettere a chi scrive di focalizzarsi solamente sul testo e poco sulle amenità grafiche e di stile.

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Siccome Squarespace integra il Markdown, è sufficiente scrivere tranquillamente il post su Bear, utilizzare il menu apposito che replica le funzionalità di un qualsiasi editor e poi cliccare su esporta in Markdown per poi incollare sul sito e avere già tutto formattato nel modo corretto. Non rimane che inserire eventuali video o foto direttamente sull’editor di Squarespace.

Forse un po’ macchinoso, ma del resto di applicazioni desktop che facciano da publisher per Squarespace non ne esistono più e reputo questo passaggio il più efficace sia per salvare offline il testo dei propri post, sia per pubblicare anche da mobile con un editor più potente.

Bear è gratuito sia su desktop che su mobile, esiste anche la versione Pro. Con una manciata di euro al mese si ha accesso al sync su iCloud, dei temi graficamente più carini e un set di formati aggiuntivi con cui eseguire l’export di ciò che si sta scrivendo.

iPhone e il tempo di utilizzo

Con l’aggiornamento a iOS 12 Apple ha rilasciato una nuova funzionalità chiamata Tempo di Utilizzo. Sostanzialmente l’iPhone tiene traccia di ogni cosa voi facciate o riceviate, utilizzo di app, notifiche, etc.

Al di là di impressionarvi di quanto stiate attaccati o meno al vostro smartphone e lo spirito sicuramente (😏) buonista di Apple nell’aiutarvi a limitarne l’utilizzo, personalmente la funzionalità non ha cambiato in nessun modo il mio comportamento.

Dall’inizio di quest’anno ho deciso di abbandonare la distinzione tra telefono aziendale e personale. Un solo telefono, un solo numero, maggiore comodità. Ebbene, se devo lavorare l’utilizzo di certo non posso limitarlo e nel mio tempo libero faccio un po’ quello che mi pare per dilettarmi con le funzionalità del mio smartphone, sicuramente evitando di perdere tempo inutile sui social.

Mi trovo particolarmente d’accordo con questo post di Medium. Il mio comportamento non si è mosso di una virgola. So di non essere dipendente dal mio telefono nella stessa misura in cui so di non esserne indipendente. Ma so trovare il mio equilibrio.

È un po’ come quando si parla ad un fumatore e ti dice che non riesce a smettere. Sono io a mantenere il controllo, non il fumo. Idem per il mio cellulare.

Squarespace + Unsplash

Finalmente su Squarespace è arrivata l’integrazione totale con Unsplash.

Unsplash è il più grande database di immagini prive di copyright e utilizzabili sotto creative commons.

Da oggi se si cerca un’immagine nell’imagine block appare questa schermata.

Ottima integrazione. Ci voleva.

Unsplash

iPhone XS

Sto testando da qualche giorno il nuovo iPhone XS. Al di là della qualità dello schermo e delle foto eccezionali, devo ancora abituarmi all’assenza del bottone fisico e al continuo sbloccarsi del telefono con uno sguardo solo.

Volevo saperne di più e Apple ha fatto questo video molto pratico. Ancora non sono riuscito a capire come salvare il proprio MeMoji come foto, ma confido di arrivarci a breve.

P.s.: Un primo paragone di scatti tra X e XS. 

Piacere, sono io. Fenomenologia del biglietto da visita.

Coincidenze.

Al lavoro ci stiamo preparando per un’inaugurazione importante. C’è da creare una mailing list di contatti accumulati in qualche mese, prettamente new business, quindi non provenienti da un database, la totalità hanno come origine un biglietto da visita.

Riflettevo su come ancora il processo legato ai biglietti da visita sia macchinoso, poco avvezzo ad abbracciare la tecnologia, ma pur sempre molto efficace. Un pezzo di carta che dice chi sono e da dove vengo, il più delle volte con un titolo fantasioso su quello che faccio.

Proprio ieri è uscito questo articolo su Engage sul tema:

È il 1700 quando cominciano a diffondersi i primi biglietti da visita. Accade in Francia, per soddisfare la necessità di avvertire coloro da cui si va ospiti del proprio imminente arrivo. Solo alla fine del secolo l’utilizzo di tali oggetti prende una piega “commerciale”: se li scambiano i mercanti, apponendovi a volte sopra una firma che può valere come un vero e proprio contratto.

Da allora sono passati trecento anni, ed il biglietto da visita rimane, nonostante l’avvento dei social, il re incontrastato dell’engagement.

Consegnare questo potentissimo pezzo di carta nelle mani di qualcuno, è ancora un gesto che riveste un’importanza fondamentale: nel momento stesso in cui la persona che ci troviamo di fronte riceve il nostro biglietto da visita, stabilisce con noi o col nostro marchio un legame; quanto questo sarà solido e duraturo sta a noi stabilirlo.

Negli anni ho assistito a tentativi più meno efficaci e più o meno riusciti riguardo ad una possibile evoluzione. Cambiandone il formato, provando a farlo diventare una sorta di attività di gamification, oppure semplicemente sfruttando la fotocamera del proprio smartphone.

Tuttavia quel rettangolo di carta, dai formati più disparati, costantemente riafferma la sua natura di veicolo di informazioni. Probabilmente qualcosa di fisico e tangibile, immediatamente fruibile dal nostro sguardo, è in grado di trasmettere in pochi secondi il minimo indispensabile per comprendere se il nostro interlocutore può fare al caso nostro, diventare un contatto prezioso oppure da cestinare una volta tornati a casa.

Per questo ha così successo. Permette a chi lo riceve di lasciare un’estensione di noi, una rappresentazione visiva di ciò che siamo stati in grado di trasmettere durante quel primo incontro.

Non so se si troverà un’altra pratica altrettanto efficace e così diffusamente condivisa. Sta di fatto che le innovazioni fino ad oggi proposte non sono riuscite a soppiantare questa abitudine ormai vecchia di oltre 300 anni.

Buono scambio.

Terminate le ferie si fa shopping online: ecco i trend di eBay #RicomicioDaQui #ad

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L’estate sembra non finire mai con questo caldo milanese ancora pressante. Ma siamo già al 12 settembre e tra una manciata di giorni sarà tutto finito. Golfino, giacca e ombrello a portata di mano.

Ma settembre oltre ad essere il mese che conclude il periodo di ferie, è un po’ lo sparti acque che segna la nuova stagione in arrivo. Riprendono le scuole, riprende il campionato di calcio, riprendono le serie TV ed escono un sacco di videogiochi stupendi.

Insomma, una vera e propria rinascita autunnale che ogni anno, almeno per me, cadenza un nuovo inizio. E così come trapela dalla ricerca condotta da eBay: tra gli obiettivi principali dopo il rientro dalle ferie, il recupero della forma fisica è indicata dal 35% come una delle intenzioni primarie. Segue la voglia di fare shopping (34%), con attenzione particolare ai prodotti tecnologici. 

E quindi, in perfetta sintonia con i soggetti che hanno risposto, vi consiglio qualche prodotto che ho acquistato o che ho intenzione di acquistare da qui a qualche giorno:

  • Il primo articolo acquistato su eBay subito dopo il rientro dalle ferie è stata questa custodia per il Kindle Oasis (di cui vi ho parlato tempo fa). La custodia è introvabile altrove e solo su eBay è disponibile nuova e originale ad un prezzo decente. Così ne ho una per il mare da buttare in uno zaino qualsiasi e una salvaguardata per quando quella che ho si distruggerà

  • Il secondo è il gioco di Ken Il Guerriero. Un’esclusiva Ps4 che sto aspettando da tanto. Per i nostalgici di fine anni ‘80.

  • Il terzo è una una nota dolente. Durante le ferie ci si rilassa e si prende facilmente peso. Avevo in programma di rimettermi subito in forma appena tornato alla normalità, ma un problema al ginocchio mi sta tenendo fermo da qualsiasi attività. E allora visto che con le gambe non si può far nulla, andiamo di pesi.

Per tutti questi acquisti ho utilizzato la promo eBay che dura fino al 16 settembre. Il marketplace presenta un buono sconto del 10% su tutto il sito: con una spesa minima di €20, utilizzando il codice PROMOSET18, sarà possibile raggiungere fino ad uno sconto massimo di €100.

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#IlMioTechVale

Ah. Stavo dimenticando una cosa importante! Oggi verranno presentati i nuovi iPhone e immagino tanti di voi, ingolositi dalla novità, cercheranno il modo più conveniente per vendere il proprio smartphone prima di acquistare quello nuovo.

Fra gli oggetti più desiderati al rientro dall’estate, nel comparto hi-tech, spiccano ovviamente gli smartphone come top seller di categoria per lo meno nelle intenzioni d'acquisto degli italiani. Se il 21% delle persone coinvolte si dichiara sicuro di acquistarne uno dopo le ferie, circa un terzo degli intervistativaluta di cambiare il proprio con la massima priorità a settembre e i dati di vendita eBay confermano questo dato: negli ultimi 10 giorni, sul marketplace è stato venduto solo in Italia uno Smartphone ogni 56 secondi!

eBay ha rilasciato una soluzione davvero molto interessante: #IlMioTechVale

Si tratta di nuovo tool che permette agli utenti di capire il valore medio del vecchio modello di smartphone prima di metterlo in vendita. E poi, già che ci sei, puoi pubblicare fino a 100 inserzioni sul tech a zero tariffa iniziale con un massimo di 1 euro di commissione finale.

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Insomma. Già è difficile tornare alla normalità, meglio farlo con un minimo di empatia e consolazione. Tra i tanti modi lo shopping allevia sicuramente il trauma post vacanziero, se poi lo si riesce a fare con sconti e guadagnandoci qualcosina…

Perché no? 🛍

Nota: ho scritto questo articolo in collaborazione con eBay per la creazione di contenuti per il back to work dopo le vacanze estive

Ancora sul multitasking

Su Medium un interessante post sui danni all'attenzione procurati da quella bella invenzione chiamata multitasking: 

In our modern digital world, we are using increasing numbers of different media at the same time. The effects of this on our general cognitive capacities are not yet clear, but there may well be some costs. A study in 2009 showed that people who chronically and heavily engage in multiple forms of media at the same time (e.g. talking on the phone, while working on an essay, while listening to music, while watching TV, etc), perform worse in standardized cognitive tests that measure working memory, attention, and task-switching (although a more recent study in 2013 suggested the opposite effect for task-switching).

Heavy media multitaskers may be more vulnerable to distraction and interference from irrelevant sources of information. When you constantly bounce between multiple sources of entertainment and work, you may well be training your mind to become more volatile and less able to sustain attention on the one important task you really need to complete.

Insomma, oltre ad essere palesemente non vero che l'uomo sia in grado di fare due cose contemporaneamente, c'è un'ampia crisi sulla memoria, sull'attenzione e sulle performance.

Cosa ci fa Starbucks a Milano?

Lo spiega bene Luca Carbonelli, imprenditore nell'industria del caffè. Dentro non ci trovate i beveroni americani, né le ciambelle al cioccolato. Non trovate il classico bar all'italiana, ma ben altro.

Un'esperienza. Termine che penso sia keyword per il retail degli anni a venire. 

Starbucks a Milano non è una semplice caffetteria Startbucks come quelle che abbiamo conosciuto viaggiando per il mondo, una di quelle in cui abbiamo imparato ad apprezzare i suoi prodotti di punta come il frappuccino o i muffin; Starbucks, a Milano, nella nostra Milano, ha aperto la prima roastery d’Europa targata USA. E per il mercato del caffè italiano è una benedizione.
Si tratta di una torrefazione, una fabbrica, uno stabilimento, una azienda vera e propria di produzione di caffè. Vi consiglio di cercare su google la differenza tra torrefazione e caffetteria.
Dal sito Starbucks di Milano partirà la distribuzione del caffè prodotto in loco e che sarà venduto e consumato nei vari punti Starbucks di tutta Europa.
La produzione
Nella sala principale di Starbucks di Piazza Corbusio è installata una tostatrice Scolari FIMT 60, con cui ogni ora è possibile tostare fino a 180 kg di caffè. Dagli articoli di giornale apparsi online in questi giorni viene comunicato che l’ orario di apertura del locale al pubblico sarà dalle 06.00 alle 23.00, ma che la tostatrice sarà attiva h24. Questo vuol dire che la torrefazione ha una capacità produttiva giornaliera di circa 4320 kg di caffè verde, che si tramuterà in circa 3450 kg di caffè tostato in grani, dei quali solo una piccola parte saranno trasformati e consumati coi vari sistemi di erogazione della bevanda all’interno del locale; la stragrande maggioranza saranno confezionati per esser spediti.

Update: Se avete voglia, Luca ha fatto un secondo articolo con un po' di approfondimenti.

Starbucks Milano
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