Life

Hoodie

Un capo che affonda le sue radici in oltre 3.000 anni di storia. Potessi la utilizzerei tutti i giorni.

La felpa con cappuccio per me è un must. TED presenta una nuova mini serie, Small Thing Big Idea, dedicata alle migliori piccole rivoluzionarie idee dedicate al design.

Anche voi starnutite al sole?

Io sì. Siamo il 10% della popolazione. Non si sa bene il perché ed è una condizione genetica molto rara.

Have you ever stepped out on a sunny day only to be struck by a bout of sneezes? If yes, you likely suffer from a rare genetic condition that has been baffling scientists for millennia. Photic sneeze reflex—also known as autosomal compelling helio-ophthalmic outburst, or ACHOO—affects 10% of the world’s population. Scientists from Aristotle to Francis Bacon have had their own conjectures about the syndrome, but modern science has proved all these theories wrong. As scientists today continue to try to solve the ACHOO effect, the answer might not be as simple as you think.

Questioni di barba: Philips OneBlade è la svolta

Dopo circa un anno e mezzo di utilizzo, posso serenamente affermare di aver trovato il rasoio della vita.

Non ho particolari esigenze di taglio, non tengo la barba lunga, e la taglio regolarmente dopo un paio di giorni. Tuttavia avendo la pelle delicata il rasoio è sempre risultato troppo irritante, mentre i classici trimmer non mi facevano ottenere il risultato sperato, costringendomi praticamente a radermi quotidianamente.

Poi, forse per la prima volta in vita mia, Facebook ha iniziato a martellarmi con la pubblicità di Philips OneBlade. Un rasoio non rasoio. Dopo qualche settimana, incuriosito, ho iniziato ad approfondire l’argomento.

Visto il costo contenuto, ho voluto fare un tentativo. Da quel momento non ho mai smesso di utilizzarlo.

È delicato con la pelle, lascia un effetto taglio di mezza giornata (che è l’effetto che preferisco avere) quindi non ve lo consiglio se abbiate bisogno di un taglio perfetto stile lametta.

Elenco di seguito qualche pro e contro.

Pro

  • È delicato al passaggio, generalmente preciso e il processo di taglio dura molto molto meno rispetto alla consueta combo schiuma-lametta

  • Si può passare a crudo senza nessun problema

  • Indispensabile per chi viaggia

  • I modelli più avanzati dispongono anche di varie misure per mantenere il taglio su barbe di diverse lunghezze

  • Durata batteria di settimane, così come la lametta intercambiabile dalla durata di 4 mesi

Contro

  • Non ha un sistema di raccolta peli, quindi in generale si spargono ovunque dentro e fuori dal lavandino

In conclusione, mi sento di consigliare fortemente l’acquisto per chi come me non ha sbattimento di farsi la barba e nemmeno lo ha di farsela crescere.

★★★☆


Ora e qui, adesso e non domani

Procrastinare serve solo a rimandare l’inevitabile. Oppure una infinita serie di occasioni perse.

Seth Godin, al solito.

And now is the best time.

If you’re doing something generous, if you’re building something worthwhile, if you’re making an important ruckus…

Do it today.

You don’t need more time, you simply need to decide.

Job hopping

Condivido in parte questa filosofia. Specie per questo motivo:

Tuttavia, non è solo il denaro a guidare le scelte di chi fa job hopping, ma soprattutto la ricerca di un maggior equilibrio. Cambiare lavoro e interrompere la routine con una certa frequenza permette infatti di essere più soddisfatti e avere più successo. In altre parole, di essere più felici.

Fossilizzarsi non fa bene allo spirito, alle idee, ma soprattutto alla voglia di imparare e interessarsi a cose nuove.

Il non fu social media marketing

Una lucidissima riflessione di Gianluca Diegoli su Forbes. Da leggere e digerire. Per tutti quelli che ancora credono che su Facebook bisogna esserci per fare strategia di vendita.

La curation del vostro pubblico di riferimento passa anche da qui, ma occhio a non confonderlo con la totalità del vostro target. Molti dei vostri fan, probabilmente, non hanno mai visto un singolo post dei vostri innumerevoli account, soprattutto organicamente.

Non esiste il social media marketing, come nessuno ha mai parlato di “television marketing”, diceva giustamente Samuel Scott in “How Google Analytics ruined marketing”, un articolo pubblicato su TechCrunch.

Dobbiamo rilassarci e pensare che le persone che ci amano (una minoranza, sempre) ci seguiranno ovunque, su qualsiasi piattaforma, passata, presente e futura. Al contrario, quelle che ci hanno messo un like una volta per sbaglio non sono una grande (né significativa) perdita. Mettiamoci in testa che nessun ambiente social dà gli stessi vantaggi a tutti: la vostra azienda non sarà Ceres (posto che Ceres venda più birra grazie ai suoi social, come gli si augura).

Anche se i vostri concorrenti sbarcano sull’ultimo social network più cool, decidete se volete apparire come il manager che segue a ruota o come qualcos’altro. Per riavvicinarsi ai clienti e sfruttare il loro know-how per lo sviluppo basta uno strumento fuori moda: la community. (pensate ai gruppi più o meno ufficiali del Bimby, che creano ricette e dà motivo d’essere allo stesso prodotto).

È facile, dopotutto: dobbiamo calcolare costi e vantaggi nei mezzi che oggi abbiamo a disposizione per contattare – nel modo meno intrusivo possibile – le persone. Per capire com’è l’esperienza percepita dai clienti che hanno comprato il mio prodotto devo pagare Facebook? Pazienza, pagavo le società di ricerca anche prima. Devo sussidiare Facebook per contattare personaggi indifferenti e sconosciuti che suppongo possano concedermi cinque secondi di attenzione? Beh, in fin dei conti lo facevo anche prima con la tv. Niente di nuovo sotto il sole.

Mi sembra di identificare un chiaro corollario finale: non esiste una social media strategy, ma solo una tattica di canale: come decidere cosa far recitare al telemarketing. Cosa scrivere, a chi, con che tono, con quale foto inutile, e così via. Sono tutte tattiche, non strategie. Esiste, là fuori, solo la strategia aziendale. Puntare a creare affluenza di persone dai cerchi periferici dell’affezione – popolati di sconosciuti – a quelli centrali dei veri fan, ovunque siano e qualunque sia la modalità e l’idea di base.

Creare un’olistica macchina digitale (e no) che lavori sui diversi canali, in modo agnostico rispetto a mode e hype. Il resto è social inutilità, che serve a farci perdere tempo su notizie ricopiate dai blog tecnologici americani che ricopiano i comunicati stampa dei vendor tecnologici, i quali a loro volta devono venderci l’ennesima spada magica.

Cos'è il vero amore?

Most of us think we know what love is; we may just be looking for the right person to lavish our love on.

But it’s no insult, and indeed it might even be helpful to imagine, that we don’t have much of a clue what love really is, not because we are deficient, but because our culture never investigates the subject as it should.

Here is a list of seven ingredients that the School of Life suggests lie at the heart of a proper understanding of love.

L'ora illegale

Tra luglio e agosto la Commissione Europea ha proposto un sondaggio online sulla validità dell'ora legale e della sua efficacia. L'ora legale è quella che ti fa spostare in avanti di un'ora la lancetta dell'orologio, generalmente a marzo, e vivere di lunghi pomeriggi soleggiati fino alle 21 durante il periodo estivo.

Una gran comodità, le giornate durano di più, si ha la percezione di poter far più cose, si consuma meno energia elettrica e via discorrendo.

I risultati della consultazione sembrano abbastanza unanimi nel voler smettere di dover cambiare orario due volte l'anno.

3 cose mi hanno fatto sorridere:

  • Dal comunicato stampa non si capisce molto bene cosa verrà modificato. Ma prima di qualsiasi decisione il tema andrà affrontato al Parlamento Europeo dove i 28 Stati membri dovranno mettersi d'accordo sulla questione
  • Il presidente della commissione Junker ha dichiarato che ogni governo dovrebbe decidere per se. Personalmente sarei piuttosto favorevole a mantenere l'ora legale sempre attiva. Immagino le polemiche in Italia quando si inizierà a parlare dell'argomento
  • L'Italia si è posizionata terzultima come numero di partecipanti al sondaggio (digital divide sempre presente)

In realtà c'è una quarta cosa che mi ha fatto particolarmente sorridere. Il post di Gianluca Nicoletti sul tema e che forse risolverebbe perfettamente la situazione nel Bel Paese: 

E’ noto a tutti come in questi giorni sia messa in dubbio una delle poche certezze che avevamo consolidato: l’ora legale. Diciamo che rappresenta con il suo arrivo l’inizio di una stagione più spensierata. Con la sua fine, invece, segna un salutare memento mori per il necessario rigore dell’autunno. Il vero valore dell’ora legale non è economico, ma psicologico. Scandisce il nostro cambio d’umore in due macrostagioni, quella della luce e quella della penombra.
Ora, poiché le nuove regole europee potrebbero richiedere per ogni stato membro una soluzione personalizzata, la norma di ora legale per noi italiani potrebbe essere quella che cambia ogni giorno.
A mezzogiorno entriamo nell’ora legale e automaticamente sono le 13, pranziamo un’ora prima, usciamo dal lavoro un’ora prima, abbiamo un’ora di luce in più e siamo a letto un’ora prima. A mezzanotte riscatta l’ora solare: sarà fantastico, restiamo a letto ancora un’ora di più, ci svegliamo riposati e affrontiamo una giornata lavorativa tutto sommato più leggera, perché paradossalmente impostata su 23 ore, L’ora sottratta è un’ “ora illegale”, sarà quella da considerare “il nero” sulla contabilità del nostro tempo socialmente utile.
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