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Hamburger Milano - theLab

Dopo avermi incuriosito nella puntata dedicata agli hamburger milanesi, oggi a pranzo abbiamo provato theLab.

Ordinato il MI: Hamburger di vitello (carne piemontese), risotto allo zafferanno con pistilli a vista, taleggio DOP, maionese al lime.

theLab Hamburger Milano

Rispetto alla puntata la carne non mi pare avesse fiocchi di sale. E in effetti è stato l’ingrediente soffocato dagli altri tre. Ad ogni morso prevaleva un sapore differente, la maionese, il sapore forte dello zafferano o quello deciso del taleggio, ma mai la carne.

Nonostante ciò, mangiata da sola si sentisse essere di qualità eccellente. Peccato.

Altra nota stonata le patatine. Fresche, ma troppo saporite da un tocco non richiesto di paprika. Con un sapore così deciso, poi, la salsa senape al curry accendeva troppo il piatto. Sarei rimasto su della semplice maionese.

Il prezzo è aumentato leggermente rispetto a quanto visto in TV, 16€ giustificati comunque. Ti mangi praticamente primo e secondo in un sol boccone.

Nell’insieme ottimi ingredienti, di qualità, ma combinati insieme non mi hanno fatto dire WOW, ci tornerei. Poco soddisfatto invece del tiramisù, con i biscotti Digestive decisamente troppo amari e l’assenza totale di caffè nonostante fosse presente come ingrediente nel menu.

Mi aspettavo di più sinceramente, vista anche la votazione su Tripadvisor.

Prossimo nella lista da provare: Myke.

theLab
Via Pasquale Sottocorno, 5/A
20129 – Milano
★★☆☆ 

FoodAndrea Contino
Unboxing di una pizza

Unbox Therapy è uno dei canali tecnologici che seguo con maggior assiduità. Ha sempre degli spunti interessanti e bada poco a far contento questo o quel produttore hardware.

L’altro giorno però ha lasciato spazio a un’esperienza di unboxing culinaria.

Fun.

FoodAndrea Contino
Swiss Mocha

Come penso di aver trovato il mio cocktail estivo preferito nello Spritz St Germain, in Islanda ho trovato la bevanda invernale: Swiss Mocha.

In Italia prende il nome di mocaccino e l’ho trovato quasi esclusivamente nelle macchinette del caffè (a proposito di macchinette, questo account Instagram è molto divertente). Non mi è mai capitato di trovarlo nei bar ed è un peccato.

Ad ogni modo qui c’è la ricetta per farlo. A casa diventerà un must!

FoodAndrea Contino
Gallettes des Rois

La fantasia sui Re Magi era stata scatenata dalla puntuale comparsa della Galette des Rois, il trappolone con cui il giorno della Befana i panettieri francesi ti impacchettano la Tradizione: il prezzo della tradizione può arrivare a 30-40 euro per un disco volante di pasta sfoglia farcita frangipane e tungsteno, l’equivalente di tre-quattro Re Magi che deambulano nel delicatissimo stomaco umano con gli scarponi chiodati. Nell’impasto (che per comodità chiameremo immonda sbriciolatura) è nascosta una > fève> , oggettino kitsch costruito in materiale economico da una batteria di macchinari azionati da bambini asiatici.

Chi trova la > fève> è il re della serata e vince un viaggio dal dentista. Di solito si fa in modo che a trovarla siano i più piccoli, un po’ perché loro si accontentano di poco, un po’ perché se ci lasciano un dente è meno grave e magari rimediano pure una banconota di piccolo taglio.

L’anno è iniziato con questa cosa della New Wave Italiana dei blog. Li sto raccogliendo su una collezione di Feedly qui.

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Tra i tanti ho ri-scoperto mirumir.

Come i casi della vita insegnano, casualmente ha fatto un post sulla Galette des Rois.

Nemmeno io fino a due anni fa conoscevo, ma grazie ai miei cognati è il secondo anno che la mangio appena dopo capodanno.

Beh quest’anno ho trovato la fève e me la sono menata un po’, con tanto di coroncina.

FoodAndrea Contino
Pizze giganti

La fama della pizzeria Bar Sport di Vailate nel corso dei decenni si è estesa da lì fin su, alla periferia est milanese.

Tendenzialmente se abiti tra Monza e Cremona ne hai sicuramente sentito parlare almeno una volta.

Ma se così non fosse cerco di raccontartela un po’.

È una pizza enorme, straborda da tutti i lati del piatto. È molto sottile e piuttosto croccante. Per cui se sei abituato alla pizza napoletana non so quanto ti piacerà.

Ma io adoro la pizza bassa e croccante, quindi qui è una pacchia vera.

Si possono anche ordinare bi-gusto e considerando che abbondano pure sugli ingredienti si fa un po’ fatica a finirla.

Io non ho avuto problemi 🤤

Se ti trovi in zona, non puoi non fermarti.

Pizzeria Bar Sport Vailate
Via Caimi 50, 26019
Vailate, Italia

★★★☆

FoodAndrea Contino
Parmigiano Reggiano

A wheel of parmesan cheese can cost over $1,000. A single wheel takes at least one year to age, 131 gallons of milk to make, and it can only be made in a restricted area in northern Italy, in the region of Emilia Romagna. We visited a dairy in Parma, Italy to find out how the cheese is made and why it is so expensive.

FoodAndrea Contino
Diet non è meglio

C’è sempre un business dietro ad ogni trend. Vision sembra tirare un po’ le fila circa le contraddizioni della moda diet e gluten free.

Di pari passo, sempre in America, si sviluppa la produzione dei dolcificanti privi di calorie, da utilizzare in sostituzione dello zucchero.

Inizialmente pensati come prodotti per diabetici, prendono presto piede anche nelle diete per la riduzione del peso. Smentite le accuse di essere cancerogeni e di indurre il parto prematuro nelle donne in gravidanza, attualmente tutti i dolcificanti utilizzati in Europa nei prodotti alimentari sono stati approvati da una commissione scientifica, che ne stabilisce una dose giornaliera ammissibile.

Nonostante questo, diversi studi mettono in guardia contro i pericoli legati al consumo di dolcificanti, sostenendo il loro ruolo nell’obesità addominale, uno dei fattori di rischio per le malattie cardiovascolari e per malattie metaboliche come il diabete. Uno studio pubblicato nel 2014 su Nature afferma anche che il consumo eccessivo di dolcificanti potrebbe modificare la flora batterica intestinale fino a causare intolleranza al glucosio. In particolare, sono stati studiati gli effetti delle versioni diet delle bevande gassate. I dolcificanti contenuti nella bibita “ingannano” il nostro cervello, che segnala al pancreas di aumentare la produzione di insulina in risposta a un sapore dolce.

L’insulina facilita il passaggio del glucosio dal sangue alle cellule, ma se il glucosio non c’è, l’insulina non ha niente a cui legarsi. A lungo andare, questo può provocare la sindrome metabolica o sindrome da insulino-resistenza, una condizione che comporta l’aumento della pressione sanguigna, della glicemia e del peso, e nel tempo può causare diabete e problemi cardiovascolari. Ci sono però anche alcune voci fuori dal coro che impongono cautela, affermando la necessità di ulteriori e più approfondite ricerche per valutarne l’effettiva pericolosità.

Una cosa di cui siamo certi però è che a dimagrire intanto è il conto in banca: uno studio di Federconsumatori afferma, infatti, che i prodotti diet costano in media il 47% in più, con punte dell’82%.
FoodAndrea Contino
Risotto al salto

Time to time I like to share typical Italian dishes with my foreign friends. This is one of my favorite ones, right behind Pizza.

This is a little magic from Milan. The so called Risotto al Salto. Prepared with leftover risotto from the day before.

Here is the recipe, the closest to the original I found. From seriouseats:

1. Lightly grease two flat 10- or 11-inch plates (you can use any oil for this, or even some extra butter). In a well-seasoned 10-inch carbon steel skillet or a 10-inch nonstick skillet, melt butter overr high heat until foaming. Add rice and, using a spatula, pat it down to form a round pancake shape.

2. Continue cooking over high heat, patting the top and sides to form a compact, pancake-like round, and swirling to keep the pancake moving and to avoid hot-spots (it should not stick), until very well browned on on the first side (you can tell it’s ready when you see that it has browned around the edges). If the pancake comes apart as you swirl and jiggle it, simply use the spatula to press it back together.

3. Carefully slide the pancake out onto one of the prepared plates, then invert the other prepared plate on top of it. In one very quick motion, flip the plates, then lift off the top plate. Very carefully slide the pancake back into the skillet; using the spatula to patch up any spots that were damaged during the flip. Continue cooking, swirling, jiggling, and patting with the spatula, until well browned on the second side.

4. Carefully slide the pancake out onto a warmed serving plate and grate the cheese all over. Serve right away.

Here is the best way to cook it:

Anyways, if you want to try the one I like the most, you have to go here: Antico Albergo. It’s a bit far away from downtown Milan, but worths a visit.

FoodAndrea Contino
Cosa ci fa Starbucks a Milano?

Lo spiega bene Luca Carbonelli, imprenditore nell'industria del caffè. Dentro non ci trovate i beveroni americani, né le ciambelle al cioccolato. Non trovate il classico bar all'italiana, ma ben altro.

Un'esperienza. Termine che penso sia keyword per il retail degli anni a venire. 

Starbucks a Milano non è una semplice caffetteria Startbucks come quelle che abbiamo conosciuto viaggiando per il mondo, una di quelle in cui abbiamo imparato ad apprezzare i suoi prodotti di punta come il frappuccino o i muffin; Starbucks, a Milano, nella nostra Milano, ha aperto la prima roastery d’Europa targata USA. E per il mercato del caffè italiano è una benedizione.
Si tratta di una torrefazione, una fabbrica, uno stabilimento, una azienda vera e propria di produzione di caffè. Vi consiglio di cercare su google la differenza tra torrefazione e caffetteria.
Dal sito Starbucks di Milano partirà la distribuzione del caffè prodotto in loco e che sarà venduto e consumato nei vari punti Starbucks di tutta Europa.
La produzione
Nella sala principale di Starbucks di Piazza Corbusio è installata una tostatrice Scolari FIMT 60, con cui ogni ora è possibile tostare fino a 180 kg di caffè. Dagli articoli di giornale apparsi online in questi giorni viene comunicato che l’ orario di apertura del locale al pubblico sarà dalle 06.00 alle 23.00, ma che la tostatrice sarà attiva h24. Questo vuol dire che la torrefazione ha una capacità produttiva giornaliera di circa 4320 kg di caffè verde, che si tramuterà in circa 3450 kg di caffè tostato in grani, dei quali solo una piccola parte saranno trasformati e consumati coi vari sistemi di erogazione della bevanda all’interno del locale; la stragrande maggioranza saranno confezionati per esser spediti.

Update: Se avete voglia, Luca ha fatto un secondo articolo con un po' di approfondimenti.

Starbucks Milano
Tecnologia, FoodAndrea Contino