Banksy

Domenica sera sono stato alla minuscola mostra con alcune opere di Banksy non autorizzata dall’artista. La mostra è breve, ma intensa.

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Sono andato al MUDEC totalmente vergine rispetto alla mia conoscenza dell’artista, a parte alcune immagini iconiche e alcuni colpi di teatro da grande professionista della comunicazione, non sapevo assolutamente nulla su di lui/loro.

La cosa affascinante è il non sapere chi lui sia, se agisce da solo, se è un collettivo di artisti, ma soprattutto il messaggio intrinseco della sua arte: essere invisibili è un super potere riservato a pochi in questo mondo dove la nostra vista è costantemente filtrata dalla lente dei social.

Seppur breve, anche grazie alla guida che avevamo, è stata una scoperta comprendere i messaggi nemmeno troppo nascosti delle sue opere principali.

È un grande comunicatore e non fa nulla per nasconderlo, fedele a se stesso durante i decenni, riesce a raccontare i nostri tempi con un linguaggio semplice e iconico, facilmente riconoscibile e con una lettura a “bassa risoluzione”.

Bellissima la collaborazione con i blur.

Da visitare.

Mezze verità

Via.

Il fallimento dei Social Network è riconducibile al fatto che anziché avvicinare i popoli, contribuire ad accorciare le distanze del pianeta, dare luogo a quel villaggio globale fine ultimo sin dalle origini di Internet, farci conoscere le persone, darci l’opportunità di esprimerci e di ascoltare, ci ha sbattuto in faccia l’amara realtà: la gente fa schifo, tutti odiano tutti, ed è meglio starsene chiusi in casa a leggere, ascoltare musica e vedere la tele.

After Life

Questo fine settimana ci siamo incollati alla TV per After Life.

Una mini-serie scritta e prodotta da Ricky Gervais. Non ho mai seguito troppo Gervais, come attore non mi ha mai detto molto. Eppure in questa interpretazione al metà tra il cinico-pessimista e la riscoperta del sé e della bellezza della vita, l’ho apprezzato particolarmente.

Dopo la morte della moglie la vita di Tony non ha più un senso. Senza la possibilità di condividere la felicità l’esistenza ha poco senso. Pensa costantemente al suicidio come piano B. Il piano A invece è essere completamente sinceri con il resto del mondo, dicendo e facendo qualsiasi cosa passi per la testa.

Libero.

Ed è proprio questa libertà a portarlo ad affrontare la sua paura più grande. Essere felice di nuovo con una persona differente dalla moglie appena deceduta.

L’espressione di una personalità buona e gentile, incattivita dalla vita e dal dolore, reagisce nel modo migliore possibile grazie alle persone che lo circondano.

Tra tanta TV spazzatura, After Life merita di essere visto.

Hamburger Milano - theLab

Dopo avermi incuriosito nella puntata dedicata agli hamburger milanesi, oggi a pranzo abbiamo provato theLab.

Ordinato il MI: Hamburger di vitello (carne piemontese), risotto allo zafferanno con pistilli a vista, taleggio DOP, maionese al lime.

theLab Hamburger Milano

Rispetto alla puntata la carne non mi pare avesse fiocchi di sale. E in effetti è stato l’ingrediente soffocato dagli altri tre. Ad ogni morso prevaleva un sapore differente, la maionese, il sapore forte dello zafferano o quello deciso del taleggio, ma mai la carne.

Nonostante ciò, mangiata da sola si sentisse essere di qualità eccellente. Peccato.

Altra nota stonata le patatine. Fresche, ma troppo saporite da un tocco non richiesto di paprika. Con un sapore così deciso, poi, la salsa senape al curry accendeva troppo il piatto. Sarei rimasto su della semplice maionese.

Il prezzo è aumentato leggermente rispetto a quanto visto in TV, 16€ giustificati comunque. Ti mangi praticamente primo e secondo in un sol boccone.

Nell’insieme ottimi ingredienti, di qualità, ma combinati insieme non mi hanno fatto dire WOW, ci tornerei. Poco soddisfatto invece del tiramisù, con i biscotti Digestive decisamente troppo amari e l’assenza totale di caffè nonostante fosse presente come ingrediente nel menu.

Mi aspettavo di più sinceramente, vista anche la votazione su Tripadvisor.

Prossimo nella lista da provare: Myke.

theLab
Via Pasquale Sottocorno, 5/A
20129 – Milano
★★☆☆ 

FoodAndrea Contino
Il giorno del PI greco

E come calcolarlo con il metodo di Archimede.

As a ratio, pi has been around since Babylonian times, but it was the Greek geometer Archimedes, some 2,300 years ago, who first showed how to rigorously estimate the value of pi. Among mathematicians of his time, the concept of infinity was taboo; Aristotle had tried to banish it for being too paradoxical and logically treacherous. In Archimedes’s hands, however, infinity became a mathematical workhorse.

He used it to discover the area of a circle, the volume of a sphere and many other properties of curved shapes that had stumped the finest mathematicians before him. In each case, he approximated a curved shape by using a large number of tiny straight lines or flat polygons. The resulting approximations were gemlike, faceted objects that yielded fantastic insights into the original shapes, especially when he imagined using infinitely many, infinitesimally small facets in the process.

LifeAndrea Contino
Cambio di abitudini

Detto, fatto.

Da una settimana e mezza prima di dormire ho abbandonato l’iPad e apro costantemente il Kindle.

Sto leggendo la biografia di Bruce Dickinson, uno dei storici cantanti degli Iron Maiden.

Non so, ma mi sento meglio.

LifeAndrea Contino
Le statue di oggi

Fare i deboli con i forti. Io la penso così circa la faccenda della statua di Montanelli imbrattata. Tuttavia il punto di Rivista Studio non è da meno.

Le statue oggi sono in larga parte roba kitsch da calciatori – come lo sbeffeggiato busto di Cristiano Ronaldo a Madeira – o da truffatori di massa – il riprodottissimo Padre Pio – o da fenomeni trash-televisivi – l’orribile Manuela Arcuri a Porto Cesareo, in Puglia. Le costruiscono ancora volentieri, come visto, in India ma anche in Cina, in Ucraina e in Russia e in Turchia, che non rappresentano le democrazie più mature a cui guardare e da cui farsi ispirare. Quelle celebrative e più piccole sono ancora più goffe perché mosse dalla buona fede: fa ridere quella di Sciascia a Racalmuto, fa lo stesso effetto quella di Montanelli a Milano.

A che pro: per celebrare il giornalista, lo scrittore? Eppure quello si può fare mettendoci impegno, idee, fatica, su quello si può aprire un dibattito pubblico per arrivare a una memoria condivisa e pacificata, riconoscendo meriti e demeriti, anziché continuare a dividere in buoni e cattivi, si può divulgare l’opera per mantenerla viva, si possono fare centinaia di cose che non siano il facile compito di una commissione scultorea. L’effetto, così, è quello di ridurre la complessità dell’esperienza di un uomo che ha attraversato luci e ombre dell’ultimo secolo a un pezzo di bronzo.

Poco più che una marionetta, che coperta di rosa avrebbe svolto una funzione un po’ più profonda e sincera.

LifeAndrea Contino
Echi dal passato

L’altro ieri sono successe due cose incredibili.

I Limp Bizkit si sono esibiti in un concerto karaoke al Troubadour con la formazione originale. Non suonavano insieme dal 2012. Il costo del biglietto era di 3 dollari, come il nome del loro primo LP.

A presenziare vari VIP, tra cui Marilyn Manson e Billy Corgan.

Speriamo sia il preludio al lancio di un nuovo album, atteso dal 2013.

Arriviamo però alla vera notizia.

FriendFeed, il miglior social network di sempre, sembra essere risorto come un’araba fenice. Il vecchio zoccolo duro di utenti italiani si è iscritto in massa a: FreeFeed.

Già il nome richiama il defunto, ma non solo, sembra avere la stragrande maggioranza delle funzionalità con un lookalike impressionante.

Insomma, pronti a perdere altre decine di ore a raccontarci cazzate e recuperare vecchie/nuove amicizie.