Niksen

I popoli nordici sono maestri nell’insegnarci a come poltrire. Il concetto danese di niksen elogia e premia il dolce far niente. Liberarci dalla cultura del dover essere costantemente occupati a fare qualcosa, non solo è salutare, ma è anche produttivo per il nostro cervello e il nostro fisico.

Ms. Mann’s research has found that daydreaming — an inevitable effect of idleness — “literally makes us more creative, better at problem-solving, better at coming up with creative ideas.” For that to happen, though, total idleness is required.

“Let the mind search for its own stimulation,” Ms. Mann said. “That’s when you get the daydreaming and mind wandering, and that’s when you’re more likely to get the creativity.”

Per farlo il suggerimento è trovare uno spazio della propria casa dedicato proprio a questo. Per me è sempre stata la mia scrivania e il mio computer personale. Dove non entrano cose di lavoro, ma solo ciò che mi appassiona. Per me non è perdere tempo, ma trovare qualcosa dal niente.

Altamente rilassante. Soprattutto in queste giornate di pioggia.

Your surroundings can have a major impact on how much nothingness you can embrace, so consider the physical space in your home and workplace. Keep your devices out of reach so that they’ll be more difficult to access, and turn your home into a niksen-friendly area. Add a soft couch, a comfy armchair, a few cushions or just a blanket. Orient furniture around a window or fireplace rather than a TV.

LifeAndrea Contino
Microsoft-Sony anti Google Stadia

Sony Corporation (Sony) and Microsoft Corp. (Microsoft) announced on Thursday that the two companies will partner on new innovations to enhance customer experiences in their direct-to-consumer entertainment platforms and AI solutions.

Under the memorandum of understanding signed by the parties, the two companies will explore joint development of future cloud solutions in Microsoft Azure to support their respective game and content-streaming services. In addition, the two companies will explore the use of current Microsoft Azure datacenter-based solutions for Sony’s game and content-streaming services. By working together, the companies aim to deliver more enhanced entertainment experiences for their worldwide customers. These efforts will also include building better development platforms for the content creator community.

As part of the memorandum of understanding, Sony and Microsoft will also explore collaboration in the areas of semiconductors and AI. For semiconductors, this includes potential joint development of new intelligent image sensor solutions. By integrating Sony’s cutting-edge image sensors with Microsoft’s Azure AI technology in a hybrid manner across cloud and edge, as well as solutions that leverage Sony’s semiconductors and Microsoft cloud technology, the companies aim to provide enhanced capabilities for enterprise customers. In terms of AI, the parties will explore incorporation of Microsoft’s advanced AI platform and tools in Sony consumer products, to provide highly intuitive and user-friendly AI experiences.

L’annuncio di Microsoft di ieri ha, seppur sulle prime spiazzato un po’ tutti gli addetti al settore, soprattutto quello gaming, certamente un senso compiuto.

Soprattutto alla luce dell’arrivo di Google Stadia.

Personalmente sono particolarmente felice di questo primo passo di una collaborazione futura, soprattutto se provo a pensare a una piena interoperabilità tra i due sistemi di gioco, miraggio a cui tanti gamer cercano di abbeverarsi da lungo tempo.

Una bella partita a scacchi iniziata da Google di cui vedremo gli sviluppi da qui a 5 anni.

Dress-code panic

E allora non lo so, che cos’ho, se sono solo io o se succede anche a qualcun altro, nel mondo, ma com’è che quando mi alzo al mattino e mi metto una camicia e lei è bella stirata, tutta dritta, perfetta e in tiro, che mi guardo allo specchio e mi stimo tutto inorgoglito di fronte e di profilo, com’è che dopo dieci minuti che mi son messo la cintura in macchina, o che son seduto sul treno nel mio posto prenotato, sembra sempre che sono andato a dormire vestito?

il Many parla del nervosismo della connessione vestito bene - abiti stropicciati.

Io ho preso posizione qualche tempo fa. Niente giacca né cravatta se non a cerimonie o occasioni di cene di gala o super formali.

Fortunatamente non sono obbligato da contratto lavorativo ad indossare un completo. Perciò vesto casual e con indumenti che mi fanno sentire a mio agio sempre.

Lo so, me ne frego delle convenzioni e del bon ton. Ma sinceramente non ci faccio nemmeno più caso. Se il rispetto per il prossimo si deve basare sui cliché di come ci si veste, allora non è cosa per me.

Per dire, e per coerenza, nemmeno al mio matrimonio metterò cravatte o papillon.

Felice di aver fatto questa scelta tempo fa.

LifeAndrea Contino
Push The Red Button

Help make the web a better place.

How?

Blogging.

I've recently seen some tweets expressing the pressure some people feel — understandably — of publishing their thoughts on a blog, fearing what others might say, wondering if it's good enough to be published on this wonderful thing called the web. I would say treat the web like that big red button of the original Flip camera. Just push it, write something and then publish it. It may not be perfect, but nothing ever is anyway. I write all sorts of crap on my blog — some of it really niche like snippets for Vim. Yet it's out there just in case someone finds it useful at some point — not least me when I forget how I've done something.

Right now there's a real renaissance of people getting back to blogging on their own sites again. If you've been putting it off, think about the beauty and simplicity of that red button, press it, and try and help make the web the place it was always meant to be.

L'importanza del sonno

È fondamentale e ancora ho qualche problema con le mie pratiche per addormentarmi. Ne ho già parlato qui in precedenza e sono più che conscio di quanto sia necessario per avere un impatto positivo sulla nostra vita. Prima o poi ce la farò ad avere una dinamica sana.

LifeAndrea Contino
Parole d'odio

Ottimo post di Antonio sullo stato attuale delle “parole” ostili online.

Non si parla più, in automatico, di “odio online”, perché appare finalmente chiaro (con buona pace di Mentana e dei suoi seguaci) che non è la Rete la causa dell’odio. Semmai la Rete, lo diciamo per l’ultima volta, va ringraziata per averci rivelato la portata quantitativa e le caratteristiche qualitative, e a volte persino le ragioni profonde dell’odio, delle paure, dell’ignoranza e delle mille arretratezze e inadeguatezze che rendono così fragile la società contemporanea.

La rivoluzione lo-fi di KaiOS

Domenica è giornata di calma e lettura newsletter. Quella, già citata, di Antonio Dini nel numero odierno parla di un nuovo sistema operativo che avevo completamento perso dai radar.

KaiOS è l’alternativa lo-fi ad Android e iOS e pare sia in rapida crescita. Andando a soddisfare una domanda fino ad oggi inascoltata.

Quello che sta succedendo, da un anno a questa parte, è una specie di rivoluzione low-fi, che viaggia veloce ma non velocissima: il cambiamento di paradigma e l'arrivo di telefoni che non sono potenti, flessibili e intrusivi come gli smartphone, ma qualche freccia smart comunque ce l'hanno. KaiOS è di San Diego e ha fornito il sistema operativo al 21% dei telefoni consegnati nel mondo nel 2018; a oggi ci sono 85 milioni di apparecchi KaiOS nel mondo. Pochi ma crescono. Il loro obiettivo è gigantesco: siccome costano poco e la batteria dura molto, vogliono arrivare a conquistare quel 34% della popolazione mondiale che non ha un cellulare e quel 57% che non usa internet mobile a causa del prezzo e della mancanza di accessi. 

Servono per la comunicazione telefonica, via sms e messaggi, forse per le mappe (ma anche no). Google sta lavorando delle app di riconoscimento vocale per rendere il sistema operativo un po' più smart. Personalmente uso il Nokia anche come hot-spot portatile (funziona molto bene) con la sim di Iliad che ha un sacco di giga. Per il resto, non fanno praticamente niente. 

C'è addirittura una fotocamera totalmente inutile da 2 megapixel e uno schermino a colori. Ma sono la rivoluzione per interi pezzi di mondo, ad esempio l'India: in quel Paese hanno il 16% del mercato, sono il secondo sistema operativo dopo Android e prima di iOS (fermo al 10%). E sono attraenti anche per noialtri italiani.